in cui si parlava del libro di Francesco, l’ultimo in ordine di tempo è quello di Imp.
Devo dire che sono in disaccordo, secondo me Gothica non è un ‘opera minore, al contrario noto un miglioramento.
Prima di dirvi perchè mi piace faccio una premessa: questo libro non è fantasy, non è steampunk e nemmeno urban-fantasy, è un buon romanzo di fantascienza.
Non dobbiamo dunque aspettarci descrizioni di alienanti megalopoli o di macchine sbuffanti. Più semplicemente, ma non per questo semplicisticamente, abbiamo la descrizione di un possibile futuro, determinato da una ricerca scientifica che vuol sconfiggere la morte servendosene. Un fine da perseguire utilizzando ogni mezzo, in assenza di qualsiasi etica.
Consideriamo l’originalità dell’ opera. I personaggi non sono certo innovativi, li abbiamo già incontrati in passato, utilizzati da altri narratori.
Anche la trama non è complicata e i colpi di scena sono ben dosati ma non del tutto inaspettati, tenete però presente che questo è un giudizio espresso da un “lettore forte”.
La scrittura è buona e Francesco dimostra di essersi ancor più impadronito del “mestiere”.
Ma lasciamo stare le ovvietà e veniamo a ciò che più mi è piaciuto: in questo libro non c’è una lotta tra il male e il bene che vede prevalere quest’ultimo, in virtù della sua maggior forza o del destino.
La scienza è sconfitta dalla sua arroganza, dal credere di poter dominare la natura e le sue infinite variabili. Non è il buon padre Faust che alla fine fa la differenza, ma il mostro creato in laboratorio.
Francesco non ci fa la morale e non mette in campo improbabili eroi più o meno puri. Ci dice semplicemente che la natura presto o tardi ci presenterà il conto.
Se proprio devo fare un accostamento, posso dirvi che Gothica mi ha ricordato l’Isola del dottor Moreau. Una scienza che crede di essere divinità e così facendo si condanna.