di mitologie di pace e di guerra, proviamo ora a fare qualche esempio ed ulteriore suddivisione, senza però scendere troppo del dettaglio, cosa che ritengo inutile per i nostri futuri ragionamenti.

Un tipo di mitologia di pace aborrisce il conflitto e mira ad un mondo senza guerre, un futuro, più o meno lontano, in cui gli esseri viventi potranno vivere in pace ed armonia.
Un secondo tipo, con connotazioni religiose, prescrive condotte i vita, che permetteranno il raggiungimento di uno stato paradisiaco di felicità o di annientamento del dolore.
Esempi del primo tipo sono il confucianesimo e il taoismo, che suggeriscono la possibilità di raggiungere un armonia già insita nell’ordine naturale delle cose. L’armonia deve essere dunque un modello di vita, e i due principi yin e yang dovranno essere tenuti in costante equilibrio.
Esempi del secondo tipo sono alcune sette cristiane e induiste, credo che avrete un po’ tutti sentito parlare di quei monaci che filtrano addirittura l’acqua per evitare di bere microorganismi. Queste mitologie sono rivolte, focalizzano, un mondo superiore, che potrà essere raggiunto alla fine della vita, la morte diventa dunque desiderabile, a patto che si sia “pronti”. Ad esempio un monaco giainista mira alla morte, ma essa deve sopraggiungere solo quando il desiderio di vita è completamente assente, altrimenti si ricade nel ciclo delle nascite.

Le mitologie di guerra, a loro volta possono essere divise in due tipi.
In un caso nasceranno dal riconoscimento dell’ opportunità di incrementare il benessere economico e spirituale attraverso il conflitto. In esse le divinita non saranno mai nettamente schierate a favore di uno o dell’altro contendente ed i guerrieri, i loro atti, saranno giudicati in modo indipendente dal loro status di attaccanti o difensori, in base all’appertenenza ad un canone etico ed estetico.
Faccio l’esempio dell’ Iliade in cui ci sono eroi in entrambi gli schieramenti e l’intervento divino è variamente distribuito. Notate che un poema scritto dai vincitori esalta tuttavia le virtù di un Ettore, eticamente ed esteticamente perfetto, mentre denigra e insulta un Tersite, greco, ma  lontano dal modello ideale di eroe e guerriero.
Nel secondo caso la mitologia di guerra trae origine dalla definizione di un popolo eletto che si contrappone al male e cerca l’annientamento del malvagio, ed assume una connotazione razziale e spaziale ben precisa.
La guerra sarà combattuta per far trionfare il bene e il popolo eletto, e sarà caratterizzata da una forte componente mistica e religiosa. Un esempio classico è costituito dall’ Antico Testamento, in cui si leggono incitamenti al massacro e alla preservazione della razza (se qualcuno volesse farsene un’idea provi a leggere, ad es., Deuteronomio, 7:1-6).

Oggigiorno credo che il mondo sia prevalentemente influenzato dalle mitologie di guerra, in particolare l’Europa, punto nevralgico per la diffusione di miti. Ancora oggi siamo soggetti ad una mitologia fortemente ispirata dal nazismo e da alcuni avvenimenti della seconda guerra mondiale. Ecco perchè mi arrabbio quando vedo una ragazza afghana senza naso sbattuta in copertina, è un chiaro prodotto di una mitologia di guerra, il mito dell’avversario barbaro e inferiore, crudele e assassino, contrapposto a quello dell’ occidentale civile e compassionevole, mentre ben sappiamo come anche in occidente si massacrino le donne. Poi, naturalmente, l’avversario può anche essere davvero crudele e barbaro, ma agire in base ad un mito o ad un dato di fatto è cosa ben diversa.
Vabbè, per il momento non addentriamoci in casi particolari, aggiungo solo che ogni mitologia (di guerra) si modifica e completa nel corso di un particolare evento bellico. Per meglio capire il mito e come si evolva e modifichi dovremo dunque prendere in esame alcune guerre e battaglie.