la “serie mitica”, perchè mi sento in dovere di omaggiare pure io il presidente emerito Francesco Cossiga. L’ho capito dopo aver acceso per tre volte la radio in macchina, e in tutti e tre i casi trasmettevano un ricordo del grande statista. Beh, avrei preferito parlarvi di Nicola Cabibbo, anche lui recentemente scomparso, ma visto che a proposito non ho sentito nulla alla radio. e quasi nulla sul web, sono giunto alla conclusione che doveva essere un uomo di scarsa importanza, anche se cattolico come il defunto presidente.
Bene, detto questo vi posto una intervista del presidente scomparso, non aggiungo nulla, perchè sono consapevole dei rischi legati all’emozione dovuta alla recente dipartita, emozione che mi renderebbe poco obiettivo. Credo che a volte poche parole dette valgano più di mille “coccodrilli”.

«Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? »
“Dipende, se ritiene d’essere il Presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico PCI ma l’evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia”.
«Quali fatti dovrebbero seguire?»
“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’interno”
«Ossia?»
“In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”.
«Gli universitari, invece?»
“Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri” .
«Nel senso che… »
“Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano”.
«Anche i docenti? »
“Soprattutto i docenti”.
«Presidente, il suo è un paradosso, no?»
“Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!”