stato detto e scritto molto, io mi limiterò ad alcune riflessioni personali e discutibili. Cercherò di essere breve, post troppo lunghi non sono adatti alla comunicazione sul web. Comincio con alcune considerazioni e spiegazioni.
All’inizio dell’estate del 1942 le armate tedesche in Russia erano tutt’altro che sconfitte, non c’era stata una “beresina” e nemmeno una disastrosa ritirata invernale, Hitler non era certamente in difficoltà paragonabili a quelle di Napoleone. I tedeschi erano cautamente ottimisti e la “direttiva 41″ illustrava una strategia certamente possibile e con discrete probabilità di successo. Ma nel mese di luglio successe qualcosa, una città assunse un’importanza straordinaria, divenne un simbolo e la sua conquista fu sinonimo di vittoria totale o disfatta. Oggi se analizzando a mente fredda l’andamento della guerra, ci si stupisce per l’accanimento dimostrato da entrambi i contendenti. Dopotutto i russi avrebbero potuto ulteriormente ritirarsi e i tedeschi avrebbero potuto aggirare la città. Ma Stalin pensò che la perdita della città che portava il suo nome sarebbe stato l’inizio del crollo del morale delle sue truppe e della disgregazione dell’armata rossa, Hitler invece rimase prigioniero di una visione quasi mistica, che gli impose uno scontro eroico e decisivo.
Così alla fine di agosto, dopo alcune iniziali vittorie tedesche, iniziò una delle più feroci e oscure battaglie in tutta la storia dell’umanità. Una battaglia che non può essere interpretata solo da un punto di vista strategico e militare, poichè fu anche lo scontro tra due diverse mitologie, una destinata a perdere e l’altra ad estinguersi.


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