è Das Glasperlenspiel, ovvero Il Gioco delle Perle di Vetro, ne consiglio la lettura, anche se non sono d’accordo con il pensiero dell’autore, però è un libro che fa molto riflettere.
Hesse immagina un piccolo stato, la Castalia, dove un ordine monastico si dedica all’apprendimento e all’arte, ogni “branca” del sapere è studiata da monaci in essa specializzati e guidati da un Magister. La disciplina più esclusiva,  che gode di maggior considerazione ,è il Gioco delle Perle di Vetro, ed il Magister Ludi, colui che avvia e guida il gioco, è la più alta autorità. Il gioco non è mai chiaramente spiegato, ma sappiamo che consiste nel mettere in relazione le diverse discipline, la matematica con la letteratura, la musica con la pittura e così via. I giocatori utilizzano “perle” di conoscenza e con esse creano mirabili strutture, ma dette strutture debbono essere assolutamente oggettive. E’ dunque evidente che si possono usare tutti i miti che scaturiscono dall’ incoscio collettivo, così come i simboli universalmente riconosciuti. Non si possono invece usare esperienze e associazioni soggettive. Se ben ricordo Hesse fa l’esempio del profumo dei fiori di sambuco, che un concorrente associa ad un periodo felice, ma non può usare nel gioco perchè solo per lui la felicità è evocata da tale odore.
Torniamo a Stalingrado, e pensiamo alle emozioni provate da alcuni, di fronte ad una bellezza improvvisa e inaspettata. Queste emozioni, queste esperienze emotive e sensoriali, sono destinate a produrre nuovi significati, ma non possono ancora essere spiegate e condivise, non possono entrare a far parte di un Glasperlenspiel, non possono essere l’oggetto o il soggetto di una narrazione. Entrano nel grande mare dell’ inconscio collettivo ma non possono essere comprese da chi non ha vissuto in un contesto simile a quello della battaglia di Stalingrado. Le persone “normali”, e anche molti che hanno volutamente dimenticato, e hanno riacquistato freni inibitori, condizionamenti e paure che non permettono la comprensione. Ci sono però gli artisti, e c’è anche il continuo mutamento della società, dovuto a spinte economiche e tecnologiche. Nell’attesa sembra che la mitologia di guerra nazista sia quella che avrà più “fortuna”, ma…