“Dio è morto. Dio resta morto. E noi l’abbiamo ucciso. Come potremmo sentirci a posto, noi assassini di tutti gli assassini? Nulla esisteva di più sacro e grande in tutto il mondo, ed ora è sanguinante sotto le nostre ginocchia: chi ci ripulirà dal sangue? Che acqua useremo per lavarci? Che festività di perdono, che sacro gioco dovremo inventarci? Non è forse la grandezza di questa morte troppo grande per noi? Non dovremmo forse diventare divinità semplicemente per esserne degni?”

Così diceva Friedrich Nietzsche, ma la sua era una affermazione prematura.
Dio è certamente morto, ma fu ucciso a Stalingrado.
E se si distrugge la fede, se il mito del dio salvatore viene meno, cosa rimane?