“Dio è morto. Dio resta morto. E noi l’abbiamo ucciso. Come potremmo sentirci a posto, noi assassini di tutti gli assassini? Nulla esisteva di più sacro e grande in tutto il mondo, ed ora è sanguinante sotto le nostre ginocchia: chi ci ripulirà dal sangue? Che acqua useremo per lavarci? Che festività di perdono, che sacro gioco dovremo inventarci? Non è forse la grandezza di questa morte troppo grande per noi? Non dovremmo forse diventare divinità semplicemente per esserne degni?”
Così diceva Friedrich Nietzsche, ma la sua era una affermazione prematura.
Dio è certamente morto, ma fu ucciso a Stalingrado.
E se si distrugge la fede, se il mito del dio salvatore viene meno, cosa rimane?


Articoli
Forse soltanto l’uomo.
Forse ciò che è stato distrutto è stata la proiezione dell’uomo di una parte di sè, la parte più alta che non riesce a riconoscere. Distruggendo la proiezione, l’individuo è costretto a cercare dentro di sè ciò che sempre ha cercato. E forse ha maggiori opportunità di trovare ciò che da sempre cerca.
31 agosto 2010 @ 20:55
M.T.: molto “niciano” quello che dici, ed in parte vero, però questa “uccisione” di Dio ha finito col favorire la mitologia nazista, ma ci tornerò sopra…dopo un bel post sul pane fatto in casa
31 agosto 2010 @ 20:58
Del pensiero di questo filosofo conosco poco, ma sul pane fatto in casa ho qualche conoscenza: ognuno ha i suoi metodi di realizzazione, ma avere e poter cuocere le forme di pane in un forno scaldato a legna dà un altro sapore
1 settembre 2010 @ 00:11
E fu sempre dolore per cercare Dio, poi lo trovò così, levò la D e rimase l’IO…aveva trovato se stesso.
Un salutino da primo giorno di lavoro.
1 settembre 2010 @ 09:36
M.T.: verissimo, prima o poi faccio costruire un forno eppoi nelle grandi occasioni.
LeCadavreExquis: buona ripresa
1 settembre 2010 @ 16:39
Per dirla con Karl Barth, “quando il cielo si svuota di Dio, la terra si popola di idoli”
Ciao Vaaaaaaaaaaaal! ;D
6 settembre 2010 @ 10:56
Francesca: benritrovata

Se uccidiamo Dio rimane solo l’uomo mortale, che tenderà ad adorare se stesso, magari con l’aiuto di qualche idolo.
Però dovrà sempre fare i conti con la morte.
6 settembre 2010 @ 15:56