“difficili” da leggere, libri che non sono una “semplice passeggiata” ma che possono turbare, o far riflettere, il lettore, allora i primi autori che mi sovvengono sono: Maurice Dantec, Derek Raymond, Donatien Alphonse François de Sade, Pasolini, Mishima.
Ce ne sono probabilmente molti altri, ma quando ho discusso con i giovani studenti questi sono i primi che ho citato.
Non sono libri malvagi e non credo lo fossero, o lo siano, i loro autori, anche se ho qualche dubbio riguardo a Derek Raymond. Naturalmente mi riferisco a quello che è di pubblico dominio riguardo alla vita e alle azioni degli “autori reali”. Diverso sarebbe il giudizio per l’ “autore implicito”, ovvero: “l’immagine dell’autore consegnata all’opera, l’idea dell’autore che il lettore desume dalle informazioni presenti nel testo”. Tuttavia nemmeno in quest’ultimo caso si percepisce una personalità assolutamente malvagia, tale da influenzare il lettore.
Parrebbe dunque che non ci siano libri che una persona adulta non sappia dominare, e che tutto sommato la parola scritta non abbia chissà che potere o influenza sugli uomini “forti e capaci”.


Articoli
io son convinta che ci siano “cattive interpretazioni dei libri”, non “libri cattivi”. E sono gli uomini “deboli e stolti” a renderli tali…
16 dicembre 2010 @ 15:06
viola: è ben vero che ci sono autori che sfruttano le debolezze dei lettori
16 dicembre 2010 @ 22:03