I protagonisti:
Dacia
Slavoj
Viola
me medesimo

Gli eventi:
primo evento
secondo evento

Inizio col dire che, come al solito, non sarò molto logico e cronologico, ma prevalentemente sproloquiativo. Cercherò però di essere fedele all’essenza di quanto è accaduto, del resto  ho sempre preferito parlare del monaco piuttosto che dell’abito. Ma è ben vero che i monaci non appartengono tutti allo stesso ordine, e la veste ci può aiutare ad identificarlo, quindi una piccola concessione all’ apparenza la possiamo anche fare.

Dacia Maraini la incontriamo in sala gialla, una signora elegante, dai modi misurati e cortesi. Espone il suo pensiero con grande chiarezza e altrettanta proprietà di linguaggio. Ascolta con attenzione le domande che le pone l’intervistatore e risponde in modo puntuale e preciso. La sua cultura è evidente, così come la sua appartenenza ad una classe di intellettuali che, nel bene o nel male, hanno contribuito alla storia del nostro paese. Mi colpisce la sua compostezza anche quando parla del periodo in cui fu internata in un campo di concentramento, un luogo in cui la morte si può “toccare con mano” ogni giorno.

Zizek ha già iniziato a parlare quando io e Viola arriviamo in sala azzurra. Una ragazza ci suggerisce di prendere le cuffie per sentire la traduzione, ma noi, incautamente, decidiamo di fidarci della nostra conoscenza dell’ inglese. Peccato che Zizek non parla l’inglese, lui lo ruggisce, lo mastica, lo espettora e lo scaglia tutt’intorno. La mimica dell’ uomo è singolare, le sue mani tracciano nell’aria la forma delle parole. Zizek si protende verso il pubblico, si accascia all’ indietro, si volta di scatto verso l’intervistatore. Un paio di volte si soffia il naso tra le dita e poi si ripulisce nella barba e nella maglietta, eppure il gesto non pare inappropriato. Ignora completamente le domande dell’ intervistatore, anzi nemmeno lo fa parlare. Non c’è una sola sua parola che non sia imbevuta di un sentimento: di passione, di disprezzo, di odio, di amore…

Di me medesimo e di Viola non serve una descrizione dell’abito, in questa commedia dell’arte saremo definiti dalle nostre azioni e dai nostri brevi discorsi.

To be continued