una parola che risulta abbastanza incomprensibile, come mi ha fatto giustamente notare LiciaL.
Vorrei spiegarvi cosa sono ma temo che ciò sia in realtà impossiblie. Potrei dirvi che sono dialoghi, più raramenti esempi di vita, che prendono sovente il via da una domanda che un allievo pone al suo maestro o viceversa. C’è chi dice che “un K?an sia in realtà una specie di “innesco” che, pur non contenendo sufficiente informazione per trasmettere l’illuminazione, può sbloccare i meccanismi mentali che guidano all’ illuminazione”.
Avrete capito che siamo in pieno Zen e, se considerate che “il dogma basilare del Buddhismo Zen è che non c’è modo di definire lo Zen”, capirete anche che non mi resta che farvi un esempio.
Ovviamente se rimarrete sconvolti e/o illuminati sappiate che la colpa è di LiciaL. :D

Nel tredicesimo secolo il monaco cinese Mumon scelse quarantotto K?an e per ognuno di essi scrisse un commento ed una poesia. Eccovene uno, a mio avviso particolarmente illuminante:

K?an

Shuzan alzò il suo corto bastone e disse: “Se questo lo chiamate un bastone corto, vi opponete alla sua realtà. Se non lo chiamate bastone corto, ignorate il fatto. Orbene, come volete chiamarlo?”

Commento di Mumon

Se lo chiamate bastone corto vi opponete alla sua realtà. Se non lo chiamate bastone corto, ignorate il fatto. Esso non può essere definito con parole e non può essere definito senza parole. Ora dite presto che cos’è.

Poesia di Mumon

Alzando il corto bastone
Diede un ordine di vita o di morte
Positivo e negativo intrecciati
Neanche i Buddha e i patriarchi possono sfuggire a questo attacco