Si era agli inizi del 1779 e Mozart tornava a Salisburgo con le pive nel sacco. Arrivava da Parigi dopo un viaggio al rallentatore di ben quattro mesi. L’ultima tappa fu a Monaco dove il nostro gaio musicista fece uno splendido regalo alla donna che amava: l’aria "Popoli di Tessaglia".
Stranamente un così prezioso regalo non fece molto effetto anzi Amadeus fu mandato affanculo senza tante cerimonie.
Si rassegnò dunque a tronare dall’arcivescovo Colloredo e riprese il posto di organista di corte.
Nonostante tutto dovette, in fondo in fondo, voler bene all’aristocrazia, in molte lettere ne parlò con nomignoli affettuosi.
"…vi intervenne una folla di nobili, la duchessa di Culagna, la contessa Pisciabene e poi la principessa Fiutamerda con le sue due figlie, che però son già maritate con i principi di Codadiporco…."
Ebbe anche qualche problema, a prima lettura  direi un acquisto andato male su Ebay,:
"Corpo di Bacco, mille sacramenti, miseriaccia, diavoli, streghe, maliarde…………truffatori, canaglie, coglioni e bischeri a catafascio……..Son queste le maniere?! Il pacchetto c’è ma il ritratto dov’è?…"
Tuttavia il nostro eroe non si perse d’animo, essendo organista di corte si dedicò con zelo e rigore al suo lavoro:
"Domenica scorsa sonai per passatempo l’organo nella cappella. Giunsi durante il Kyrie e ne sonai la fine; quando il sacerdote intonò il Gloria feci una cadenza. Ma essendo essa tanto differente da quelle qui abusate, tutti si voltarono a guardare……"
Insomma un lavoro duro ma qualcuno lo doveva pur fare.
Nonostante tutto riuscì anche a comporre quello che considero uno dei suoi capolavori: La messa in do maggiore per l’incoronazione della Vergine Maria.
Di una bellezza stupefacente l’Agnus Dei, assolutamente da ascoltare almeno una volta nella vita.