l’anno era forse il 2013, caldo e opprimente. Nell’ afa pomeridiana riflettevo sulla bellezza del verso endecasillabo, sulla sua musicalità. Gli accenti sulla sesta sillaba e decima oppure quarta, ottava e decima oppure quarta, settima e decima. Sorrisi pensando a chi si credeva poeta e confondeva rima e metrica. Ma c’erano anche quelli che confondevano la politica con i partiti e la democrazia con la libertà. Furono questi ultimi che spensero il mio sorriso e quello di molti altri…”

M. Medesimo, Memorie entropiche. Edizioni Ludovico Arrosto.