cosa era la rivoluzione, contro chi doveva combattere un rivoluzionario. Allora rivolgevo a loro la stessa domanda, chiedevo chi fosse il nemico da affrontare. Molti dicevano lo stato, il governo, altri il capitalismo, i padroni, pochi parlavano di una classe, della borghesia, alcuni davano risposte fantasiose, anche divertenti.
Quando tornava il silenzio prendevo la parola e dicevo loro quale era il primo nemico da combattere: il luogo comune.
Un nemico terribile, perché non può essere falsificato, perché sopravvive all’ evidenza, perché può essere creato e usato per controllare le folle.
L’ uomo non cambierà mai, i ricchi rimarranno ricchi e i poveri resteranno tali, la donna è fragile e deve essere protetta, gli immigrati sono violenti, gli ebrei sono avidi, se metti la gonna corta te la cerchi, i politici sono ladri, il mondo si divide in furbi e in stupidi…
Il luogo comune crea fratellanza, chi lo confuta e disvela viene considerato un folle, un disturbatore e un mentitore.
Sovente il luogo comune sarà preferito alla verità, perché rassicurante, comodo come un paio di vecchie pantofole.
Un rivoluzionario combatte il luogo comune, consapevole che da molti sarà considerato un eretico o un distruttore, e lo combatte con le armi del dubbio e della scienza…”

M. Medesimo, Ricordi senili di un vecchio comunista. Edizioni Rimedio Universale