da qualche commento al precedente post per dirvi qualcosa sull’ultimo libro di Licia (quasi  senza spoilerare).
Non ancora una vera recensione, per quella aspetto ancora un po’, così magari si discute con chi lo ha già letto.

Dunque, prima del Destino di Adhara ho letto Brisingr e, come supponeva Eleas, ho preferito il libro della Troisi. Ciò è dovuto proprio alle emozioni che Paolini, a mio avviso, non sa trasmettere e che invece Licia elargisce a piene mani. Naturalmente ora sto parlando del puro piacere che deriva dalla lettura, quindi molto di esso è imputabile al “gusto” ed alla formazione culturale di chi legge.

Come molti sapranno, visto che ne ho parlato “ad nauseam”, a me piacciono molto i libri epici, e per me l’epica si manifesta in tutta la sua forza quando c’è la furia ed il fato.
Capirete che quando ho letto la parola destino nel titolo mi son sentito speranzoso.
E son rimasto soddisfatto, che la furia c’è e pure il fato, ovvero la ricorrente lotta tra bene e male, eterna ed immutabile. Mi ha ricordato un pochino Jordan e anche gli avatar (quelli veri di mahabharatiana memoria), ma di questo parlerò meglio nella recensione.
Poi qualcuno sa anche della mia propensione per i “fiumi di sangue” e le atmosfere cupe.
Anche in questo caso andiamo alla grande, ci sono momenti addirittura “shakespeariani” ed il sangue è  un elemento centrale della storia.  Stiano però tranquille le lettrici che oltre a thanatos c’è anche eros.

Insomma un libro che ha incontrato il mio gusto, in pieno.
Del resto me lo aspettavo, nel fantasy ci sono pochi autori che mi piacciono più di Licia.
Ritornando ai commenti direi che, sempre parlando di soggettivo piacere dato dalla lettura, li conto sulle dita di una mano gli autori fantasy che farebbero fare una “misera figura” a questa scrittrice.