fantasy le mie armi preferite erano le spade.
Ricordo che ero rimasto affascinato dai nomi e dalla “potenza” di alcune lame: la Durlindana di Orlando, Fusberta di Rinaldo, Altachiara di Carlo, Tizona e Colada del Cid…….
In seguito mi sono accorto che c’erano spade che sopravvivevano ai proprietari: Excalibur, Narsil….
Ed infine ho scoperto che ci sono state anche spade famose realmente esistite e con doti quasi magiche: mi basta citare le katane del tardo periodo Momoyama, fatte con un incredibile acciaio multistrato.
Però, col passare degli anni, ho cominciato a “stufarmi” un pochino delle armi lunghe.
Il combattimento col coltello ha attirato la mia attenzione e mi sono rammaricato di trovarlo raramente in un fantasy. C’è da dire che l’arma si presta quasi esclusivamente all’attacco furtivo o al close quarter combat, ovvero alla lotta in spazi ristretti. Ed aggiungo che lottare a distanza ravvicinata con un avversario dotato anche lui di lama corta è faccenda che compete a chi ha una certa dose di follia.
Mi sono “riconciliato” con la spada leggendo Berserk, l’Ammazzadraghi mi è subito piaciuta parecchio.
Ora sto un po’ in fissa con le armi utilizzate dalla fanteria nel XIV – XV secolo.
In particolare le azze e i martelli d’armi.
Armi che permettevano colpi devastanti, capaci di forare e/o sfondare tutti i tipi di corazza.
Armi che permettevano un uso feroce e impietoso, chi le usava lo faceva col solo intento di uccidere o storpiare, senza inutili “estetismi” o cavalleresche intenzioni.

Ed ora una domanda: qual’è l’arma bianca che preferite e che vorreste presente in un libro fantasy?