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	<title>Sproloqui e Deliri &#187; asher</title>
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	<description>Lo zen ovvero l&#039;arte di essere sempre e comunque inconcludenti</description>
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		<title>Settima parte del racconto</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 18:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Bene&#8221; fu l&#8217;allegra risposta &#8220;forse mi farete vedere qualche nuovo colpo. User&#242; solo la spada, ho notato che la ferita al braccio vi d&#224; ancora&#160; noia e penso che non possiate usare la daga. Io abitualmente combatto impugnando un ascia nella sinistra, il mio maestro&#8230;&#8221;. &#8220;Come vuoi,&#8221; lo interruppe bruscamente il guerriero &#8220;assaltami pure&#160; con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><font size="3">&ldquo;Bene&rdquo; fu l&#8217;allegra risposta &ldquo;forse mi farete vedere qualche nuovo colpo. User&ograve; solo la spada, ho notato che la ferita al braccio vi d&agrave; ancora&nbsp; noia e penso che non possiate usare la daga. Io abitualmente combatto impugnando un ascia nella sinistra, il mio maestro&#8230;&rdquo;.<br />
&ldquo;Come vuoi,&rdquo; lo interruppe bruscamente il guerriero &ldquo;assaltami pure&nbsp; con le armi che preferisci.&rdquo;.<br />
Galhad si lanci&ograve; all&#8217; attacco e cominci&ograve; a portare colpi con ardore, senza smettere di parlare: &ldquo;Vedete signore, questa &egrave; la tecnica della foglia cadente, insegnatami dal capo delle guardie, messer Gohan, forse il pi&ugrave; abile spadaccino vivente. Ah ma vedo che la conoscete! Dovr&ograve; quindi rispondervi col colpo dell&#8217;airone in volo. Mirabile parata, dunque anche questo colpo non ha segreti per voi.&rdquo;.<br />
Asher si limit&ograve; a parare con metodo, notando che il suo avversario era davvero bravo; per un momento immagin&ograve; quando avrebbe riportato al padre la testa del figlio.&nbsp; Si sarebbe goduto il dolore di Morgar e poi lo avrebbe ucciso, non avrebbe avuto nessuna piet&agrave; per quell&#8217;uomo che aveva distrutto la sua vita, che aveva torturato la donna che amava.<br />
Decise di passare all&#8217;attacco, la spada improvvisamente parve acquistare una propria vita, guizz&ograve; rapida e quasi penetr&ograve; l&#8217; istintiva difesa del ragazzo.<br />
Continu&ograve; a tempestarlo di colpi, lasciando che l&#8217;odio accrescesse la sua furia. Ora il suo avversario taceva, grosse gocce di sudore gli imperlavano la fronte ed il respiro cominciava a farsi affannoso.<br />
Negli occhi azzurri del giovane cominci&ograve; ad affacciarsi la disperazione mentre iniziava a capire che non avrebbe resistito per molto. Un fendente del guerriero lo costrinse ad arretrare di colpo e la punta della nera&nbsp; lama gli tagli&ograve; la fronte sopra al sopracciglio sinistro. Il sangue lo accec&ograve;, cerc&ograve; di pulirsi gli occhi con l&#8217;avambraccio e di fare un altro passo indietro, inciamp&ograve; e cadde.<br />
Asher gli fu sopra ed alz&ograve; la spada sorridendo, l&#8217;ira lo pervadeva ed ora l&#8217;avrebbe appagata uccidendo il figlio del suo nemico.<br />
&ldquo;No Asher!&rdquo;, il grido di Ariel gli imped&igrave; di portare il colpo, si volse a guardare e la vide, appoggiata&nbsp; alla ruota del carro, con il viso stravolto da&nbsp; qualcosa che non riusc&igrave; subito a definire, poi cap&igrave;: era orrore, lei era inorridita da quello che lui stava per fare.<br />
&ldquo;Ti prego&rdquo; continu&ograve; la ragazza &ldquo;non lo uccidere. E&#8217; solo un ragazzo, perch&egrave;?&rdquo;.<br />
Lui abbass&ograve; la spada, toccando con la punta la gola del giovane: &ldquo;E&#8217; il figlio dell&#8217; uomo che mi ha tradito, che ha massacrato i miei amici. Suo padre ha distrutto la mia vita e quella&nbsp; della donna che amo. Ora ho l&#8217;occasione di ripagarlo, anche se in minima parte.&rdquo;.<br />
Galhad lo guard&ograve; con stupore e disse:&rdquo;Non ho paura di morire ma quel che dite non pu&ograve; essere vero. Mio padre &egrave; un uomo di pace, non ha mai ucciso nessuno, ha sempre aiutato chi si &egrave; rivolto a lui per bisogno. Voi siete pazzo.&rdquo;.<br />
La fanciulla intanto si avvicin&ograve;&nbsp; zoppicando, il viso arrossato dal dolore, mise una mano sul braccio di Asher e lo sent&igrave; tremare per la tensione. <br />
&ldquo;Non capisci&rdquo; le sussurr&ograve; il guerriero &ldquo;suo padre ha crocefisso tua madre, deve morire.&rdquo;.<br />
&ldquo;Non so chi fosse mia madre,&rdquo; rispose lei mettendosi davanti ed afferrando la lama della spada &ldquo; e non so come fai a saperlo tu. Ma non ti permetter&ograve; lo stesso di ucciderlo, se c&#8217;&egrave; una colpa non &egrave; sua. Ti prego Asher, hai detto che sei mio amico, ti prego non ucciderlo.&rdquo;.<br />
Lui fiss&ograve; stupefatto il sangue della ragazza che colava dalla mano lungo la nera lama e disse a bassa voce: &ldquo;Lascia la lama Ariel, &egrave; acciaio veniriano, ti mozzer&agrave; le dita. Non lo uccider&ograve;, te lo prometto, ma lascia la spada.&rdquo;.<br />
Lei apr&igrave; la mano e cadde&nbsp; in ginocchio, improvvisamente priva di forze. <br />
Il guerriero piant&ograve; la spada a terra e si chin&ograve; sollevando tra le braccia la sacerdotessa e riportandola verso il carro dove i due vecchi attori, risvegliati dal trambusto,&nbsp; li guardavano stupiti.<br />
&ldquo;Preparate una benda&rdquo; li apostrof&ograve; &ldquo; la ragazza si &egrave; ferita una mano.&rdquo;.<br />
La donna spar&igrave; subito all&#8217; interno del carro per poi uscirne con una leggera pezza di lino e dell&#8217; unguento, che spalm&ograve; sulla ferita prima di fasciarla.<br />
Intanto Galhad si alz&ograve; lentamente, sentiva la ferita bruciare ma doveva essere poco&nbsp; pi&ugrave; che un graffio visto che aveva smesso di sanguinare.<br />
Ripens&ograve; alle parole di quel pazzo che stava per ucciderlo e decise che si era trattato sicuramente di un equivoco, conosceva bene suo padre e la sua bont&agrave; d&#8217;animo.<br />
Rinfoder&ograve; la spada e si avvicin&ograve; al carro, vide che la donna aveva finito di curare la fanciulla ed il guerriero le stava chiedendo se i tendini fossero intaccati. <br />
L&#8217;attrice lo rassicur&ograve; dicendo che il taglio si sarebbe rimarginato senza conseguenze e poi guard&ograve; il ragazzo dicendo: &ldquo;Occorre una fasciatura anche per voi, giovane signore, sedetevi qui accanto alla ruota, prender&ograve; altra stoffa.&rdquo;.<br />
Dopo alcuni minuti una bianca benda cingeva la fronte del ragazzo che&nbsp; si era lavato via il sangue dal viso usando l&#8217;acqua di un&#8217;otre.<br />
Improvvisamente sentirono la voce spaventata di Jacobus: &ldquo;Stanno arrivando dei cavalieri!.&rdquo;.<br />
&ldquo;Vengono per la ragazza.&rdquo; disse Asher bruscamente, poi si volse verso Galhad e disse: &ldquo;Ho bisogno del tuo aiuto per difenderla, lei ti ha salvato la vita, ricordalo.&rdquo;.<br />
&ldquo;L&#8217;avrei aiutata comunque,&rdquo;&nbsp; rispose, un po&#8217; risentito &ldquo; ma perch&egrave; la cercano? Chi siete voi?&rdquo;. <br />
&ldquo;Non c&#8217; &egrave; tempo per le spiegazioni, indossa la cotta e prendi l&#8217;ascia.&nbsp; Dal polverone che sollevano direi che stanno galoppando. Bene, tra poco vedremo se sei un vero guerriero.&rdquo;.<br />
Il ragazzo si infil&ograve; velocemente la maglia d&#8217;acciaio, impugn&ograve; la spada e un&#8217;ascia da combattimento, con una lama a mezzaluna ed uno spuntone acuminato.<br />
&ldquo;Fuggite,&rdquo; disse rivolto agli attori ed a Ariel &ldquo;noi cercheremo di fermarli.&rdquo;.<br />
&ldquo;No,&rdquo; esclam&ograve; seccamente Asher &ldquo; sembrano almeno una dozzina, se facciamo come dici una parte di loro ci impegner&agrave; mentre gli altri raggiungeranno il carro. Dobbiamo rimanere tutti qui ed impedire che la prendano.&rdquo;. Il ragazzo annu&igrave;, suo malgrado, e cap&igrave; di aver detto una stupidaggine; arross&igrave; pensando che la ragazza doveva ormai considerarlo uno stupido inetto.<br />
Il guerriero sembr&ograve; avergli letto nella mente, impugn&ograve; la spada e la daga e gli disse:&rdquo;Non temere tra poco avrai l&#8217;occasione di dimostrare il tuo valore. Stammi vicino, cerchiamo di proteggerci la schiena a vicenda.&rdquo;.<br />
&ldquo;Forse le loro intenzioni non sono cattive&rdquo; disse Jacobus con voce tremante. Ma non non doveva essere&nbsp; troppo convinto perch&egrave; impugnava una daga, anche Gertrude sfoggiava un paio di lunghi coltelli.<br />
Ariel invece si appoggiava ad una ruota del carro, pallidissima ma con un&#8217;espressione determinata, quasi feroce.<br />
Aspettarono in silenzio finch&eacute; i cavalieri giunsero al galoppo, erano una quindicina ed indossavano leggere armature d&#8217;acciaio, nere cos&igrave; come i loro vestiti e cavalli. Non portavano nessuna insegna od emblema ed i loro semplici elmetti avevano la celata abbassata.<br />
Uno di loro, che aveva una sottile striscia dorata tutt&#8217;intorno all&#8217;elmo, si fece avanti e disse, con una strana voce stridente: &rdquo;Dateci la sacerdotessa di Dagon e vi lasceremo andare per la vostra strada. Se vi opporrete vi uccideremo come cani.&rdquo;.<br />
Asher rise e rispose allegramente: &ldquo;Siete troppo pochi per poterci minacciare, comunque potete anche provare a prenderla, sarete un ottimo pasto per gli avvoltoi. &ldquo;.<br />
L&#8217;uomo in nero&nbsp; parve sibilare come un serpente ferito, diede di sprone al cavallo spingendolo verso il guerriero, che si spost&ograve; di lato menando un terribile colpo alle gambe posteriori dell&#8217;animale,&nbsp; che cadde rovinosamente. <br />
Il cavaliere si rialz&ograve; fulmineo, ma la daga di Asher lo colse appena sotto l&#8217;orlo dell&#8217;elmo e lo fece crollare&nbsp; nuovamente a terra.<br />
I suoi compagni parvero esitare mentre Galhad chiedeva, stupefatto: &ldquo;Lei &egrave; davvero la sacerdotessa di Dagon?&rdquo;.<br />
&ldquo;S&igrave;&rdquo; rispose il guerriero &ldquo; ed ora preparati a combattere per la sua vita.&rdquo;.<br />
I cavalieri parvero riscuotersi e si lanciarono verso di loro.<br />
Gertrude lanci&ograve; un coltello che ne colp&igrave; uno alla gola disarcionandolo, ma un cavallo le si avvicin&ograve; di lato ed una spada le cal&ograve; sulla testa spaccandole il cranio ed uccidendola.<br />
Asher abbatt&egrave; una seconda cavalcatura&nbsp; e con un fendente mozz&ograve; una gamba ad un avversario, poi si gir&ograve; fulmineo per affrontare il cavaliere caduto che, rialzatosi, lo attacc&ograve; brandendo un paio di asce.<br />
Jacobus, gridando frasi sconnesse, sconvolto dalla morte della moglie, piant&ograve; la daga nella coscia di un cavaliere e cadde con il petto squarciato da un colpo di mazzafrusto.<br />
Il ragazzo era riuscito ad atterrare un avversario e lo aveva ucciso con un colpo d&#8217;ascia che aveva infranto la celata ed il viso sottostante. Si era girato, colpendo&nbsp; un&nbsp; cavaliere all&#8217; inguine con la punta&nbsp; della spada in un disperato affondo. Ma non era stato abbastanza veloce da evitare un terribile fendente che gli aveva tagliato la cotta aprendogli una larga ferita sulla schiena.<br />
Era riuscito a rimanere&nbsp; in piedi ed a parare un colpo dall&#8217;alto con la spada, restituendolo con l&#8217;ascia che aveva tranciato un piede e la staffa&nbsp; in cui era infilato.<br />
Poi era stato colpito ad una spalla&nbsp; e subito dopo la punta di una spada gli si era infilata nel fianco destro facendolo stramazzare al suolo, immobile.<br />
Asher aveva abbattuto altri due cavalieri ed ora era&nbsp; circondato da una mezza dozzina che stavano per aggredirlo contemporaneamente, pens&ograve; che fosse finita ma almeno un paio li avrebbe spediti agli inferi.<br />
&ldquo;Yigg noh ashrag Dagon&#8230;&rdquo; le parole nell&#8217;antica demoniaca lingua echeggiarono in tutta la loro potenza. Tutti si volsero a guardare la ragazza che le pronunciava con una voce che nulla aveva di umano. I suoi capelli sembravano scompigliati da un folle vento ed i suoi occhi splendevano di una verde ed intensa luce. Il suo corpo era avvolto da un alone luminoso ed attorno alle sue mani danzavano fiamme azzurrine.<br />
Il guerriero grid&ograve;: &ldquo;No, Ariel, non lo fare, non invocare&#8230;&rdquo;.<br />
Ci fu uno schianto immane, ad Asher sembr&ograve; di essere avvolto dalle fiamme del sole poi cal&ograve; l&#8217;oscurit&agrave;.<br />
Rinvenne sentendosi come se fosse stato preso a calci da un&#8217; intera compagnia di soldati.<br />
Guard&ograve; l&#8217;altezza del&nbsp; sole e cap&igrave; che non doveva essere rimasto a lungo privo di sensi. Dei cavalieri rimanevano solo le corazze, le armi, le vesti e le bardature dei cavalli. I corpi degli uomini e degli animali erano scomparsi. Scosse la testa e si diresse a fatica verso il carro, Ariel giaceva a terra, la paura lo invase, pens&ograve; al peggio. Si chin&ograve; e sospir&ograve; per il sollievo, la ragazza respirava. La sollev&ograve; con delicatezza e la sdrai&ograve; all&#8217; interno del carro, avrebbe recuperato le forze lentamente, lo sforzo doveva essere stato terribile.<br />
Prese un otre e si vers&ograve; l&#8217;acqua sulla testa, lavando via il sangue e la polvere. Cerc&ograve; i due attori, vide che erano morti quasi all&#8217; istante, erano stati pi&ugrave; coraggiosi di quanto si fosse aspettato.<br />
Non aveva tempo per seppellirli, li port&ograve; vicino all&#8217;albero, forse qualcuno sarebbe passato e si sarebbe preso cura di loro. Pens&ograve; che dopotutto avrebbe comunque annunciato al suo nemico la morte del figlio, si diresse dunque verso il ragazzo, per portarlo accanto ai due vecchi attori.<br />
Con sorpresa si accorse che era ancora vivo, rimase un momento pensieroso poi, con un sospiro, se lo caric&ograve; in spalla e lo port&ograve; verso il carro.<br />
Lo adagi&ograve; accanto alla ragazza e gli tolse la cotta e le vesti, esaminando le ferite. Quella sulla schiena andava ricucita, ma era meglio di quanto avesse creduto vedendo lo strappo nella cotta, anche la spalla non era messa troppo male.<br />
Invece la&nbsp; ferita al fianco era profonda ed aveva sanguinato abbondantemente, forse si trattava di un colpo mortale. Comunque fasci&ograve; il torace del giovane usando l&#8217;unguento che Gertrude aveva applicato alla mano della&nbsp; ragazza, pens&ograve; che male non avrebbe fatto, del resto il ragazzo era nelle mani degli dei, loro avrebbero deciso della sua vita o della sua morte.<br />
Ora doveva pensare a&nbsp; cosa avrebbe fatto, Zelana aveva ragione: troppe forze erano in gioco e da solo non sarebbe riuscito a salvare Ariel.<br />
Prese una&nbsp; decisione: sarebbe andato alle grotte di Alandhar ed avrebbe cercato l&#8217;aiuto della strega che l&igrave; aveva la sua dimora.<br />
In fin dei conti sua sorella sarebbe stata contenta di rivederlo, o almeno non troppo arrabbiata.</font></div>
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		<title>Ancora un po&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 22:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di roba scritta da me medesimo ovvero la sesta parte del racconto &#8220;Io sono Cayrin&#8221; gli rispose, esitando prima di pronunciare il suo nuovo nome, e poi rimase zitta, sentendosi stupida a non trovare le parole. Ma lui le sorrise e le&#160; porse la mano dicendo:&#8221;Venite mia signora, ho saputo del vostro incidente, vi aiuter&#242;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di roba scritta da me medesimo ovvero la sesta parte del racconto</p>
<div align="justify"><font size="3">&ldquo;Io sono Cayrin&rdquo; gli rispose, esitando prima di pronunciare il suo nuovo nome, e poi rimase zitta, sentendosi stupida a non trovare le parole.<br />
Ma lui le sorrise e le&nbsp; porse la mano dicendo:&rdquo;Venite mia signora, ho saputo del vostro incidente, vi aiuter&ograve;, ecco, cos&igrave;, appoggiatevi a me.&rdquo;.<br />
Lasci&ograve; che la prendesse in braccio, il suo viso assunse il colore di una melanzana quando lui la port&ograve; vicino al fuoco facendola sedere su un piccolo sgabello, che i due attori avevano scaricato dal carro, ed accomodandosi a sua volta su un sasso, a poca distanza.<br />
Fu grata alla notte che era ormai scesa, sper&ograve; che il suo rossore fosse scambiato per il riverbero delle fiamme del fuoco e si arrabbi&ograve; con se stessa. Non riusciva a capire come mai si fosse sentita cos&igrave; disorientata quando aveva visto quel cavaliere, ora che lo guardava meglio le sembrava poco pi&ugrave; di un fanciullo. Comunque la sua doveva essere una famiglia ricca e potente, la spada che aveva al fianco era di ottima fattura con l&#8217;elsa ingioiellata, la cotta di maglia d&#8217;acciaio ricadeva morbidamente rivelando di esser stata forgiata da un maestro armaiolo. I pantaloni erano di ottimo cuoio, cos&igrave; come gli stivali, e la sopravveste era di un ricco tessuto color rosso, con al centro lo stemma delle guardie reali di Yagghor: un cavallo nero impennato su sfondo bianco.<br />
Legato all&#8217;albero c&#8217;era un bel destriero grigio da guerra ed anche alla sola luce del fuoco si intuiva che doveva valere svariate monete d&#8217;oro.<br />
Sent&igrave; che Jacobus si stava informando sulle possibilit&agrave; che avrebbero avuto a corte e si fece pi&ugrave; attenta, forse avrebbe davvero potuto viaggiare in loro compagnia.<br />
&ldquo;Mio giovane signore&rdquo; stava dicendo l&#8217;attore &ldquo; voi che siete cos&igrave; ben introdotto potreste certamente, se cos&igrave; vorrete, raccomandarci presso il vostro genitore, che spero benevolo nei confronti di una povera ma rispettabile compagnia itinerante. Noi potremmo esibirci per le vostre truppe o per i vostri servi, donando loro un po&#8217; di svago.&rdquo;.<br />
Galhad sorrise e rispose: &ldquo;Io ho poca dimestichezza con la corte, mio padre mi ha fatto addestrare come guardia fin da bambino, ed &egrave; per questo che un mese fa ho potuto assumere servizio. Per&ograve; egli &egrave;&nbsp; un uomo di grande bont&agrave; e non ha mai rifiutato un aiuto, se poi glielo chiedo io state sicuri che vi far&agrave; esibire davanti al sovrano.&rdquo;.<br />
A quelle parole Gert quasi rovesci&ograve; la pentola che stava mettendo sul fuoco, unendosi poi al marito nel ringraziare il giovane lodando la sua gentilezza.<br />
Lui si scherm&igrave; e, guardando Ariel,&nbsp; disse:&rdquo;Naturalmente spero che voi siate guarita e&nbsp; possiate esibirvi, sarei felice di ammiravi mentre recitate. Ma ora permettetemi una domanda: vi piace danzare ?&rdquo;.<br />
Lei rimase ancora una volta sorpresa ma stavolta replic&ograve; con sufficiente disinvoltura: &rdquo;Naturalmente signore, tra le molte cose che si richiedono ad una attrice c&#8217;&egrave; anche la conoscenza della danza. Ma perch&egrave; me lo chiedete?&rdquo;.<br />
&ldquo;Quando giungeremo alla capitale&rdquo; le rispose sorridendo &ldquo;mancheranno pochi giorni all&#8217; inizio dell&#8217;estate. Voi sarete la mia dama durante il grande ballo che si terr&agrave; a palazzo dopo i festeggiamenti al tempio di Mitra.&rdquo;.<br />
Sentendo il nome&nbsp; del dio a cui sarebbe stata sacrificata, la fanciulla sent&igrave; rinascere la disperazione e la tranquilla spensieratezza del cavaliere la fece arrabbiare. L&#8217; alterigia che era appartenuta alla Gran Sacerdotessa ritorn&ograve; prepotentemente e la fece rispondere con durezza: &ldquo;E cosa vi fa pensare che io voglia ballare con voi? Non vi sembra di correre un po&#8217; troppo? Ci conosciamo da pochi minuti e gi&agrave; voi volete decidere cosa far&ograve; quando arriver&ograve; in citt&agrave;.&rdquo;.<br />
Questa volta fu il giovane ad arrossire, lo sguardo furente di quegli occhi dorati gli provoc&ograve; un brivido lungo la schiena, per un istante gli parve che la ragazza fosse invecchiata e risplendesse all&#8217; interno di una aura di potere. Poi si riscosse sentendo le scuse dei due vecchi attori che gli spiegavano che la loro figliola ultimamente non era stata bene, e forse non sempre sapeva con chi stava parlando.<br />
&ldquo;Scusatemi,&rdquo; le disse con voce grave &ldquo;mi dispiace, capisco che vi ho mancato di rispetto, ma ci terrei davvero a danzare con voi. Come vi ho gi&agrave; detto siete&nbsp; molto bella ed io&#8230;&rdquo;.<br />
Non fin&igrave; la frase, interrotto dal rumore degli zoccoli di un cavallo, si alz&ograve; in piedi di scatto sguainando la spada e si mise tra Ariel e l&#8217;oscurit&agrave; dalla quale proveniva il suono.<br />
Per un lungo momento nessuno parl&ograve; o si mosse, la tensione raggiunse il culmine quando dalle tenebre emerse un massiccio cavallo montato da un uomo avvolto in un nero mantello.<br />
&ldquo;Chi siete?&rdquo; chiese rudemente&nbsp; il giovane alzando la spada e rivolgendo&nbsp; la punta verso quell&#8217;oscura apparizione.<br />
&ldquo;Metti gi&ugrave; la spada ragazzino&rdquo; disse una voce profonda &ldquo;non voglio farti del male, vorrei solo asciugarmi accanto al fuoco.&rdquo;. <br />
Galhad, infastidito dal tono sprezzante, stava per rispondere quando lo sconosciuto apr&igrave; il mantello e si ud&igrave; il grido di Ariel: &ldquo;Asher! Sei tu, lo sapevo che saresti arrivato!&rdquo;.<br />
Il guerriero le sorrise divertito dicendo: &ldquo;E cos&igrave; ragazzina pare che vi ricordiate il mio nome. Del resto io mi ricordo il vostro signorina Cairyn.&rdquo;.<br />
Per un attimo la sacerdotessa rimase confusa poi cap&igrave; che aveva detto il vero nome del suo amico e balbett&ograve;:&rdquo;Ecco, io non pensavo che tu. Insomma, sei sbucato cos&igrave; all&#8217;improvviso.&rdquo;.<br />
Intanto il giovane cavaliere aveva abbassato la spada assistendo stupito allo scambio di battute.<br />
Fu Gertrude che diede una spiegazione improvvisando: &ldquo;Nobile cavaliere, quest&#8217;uomo &egrave; un mercenario che abbiamo assunto per proteggerci, come sapete le strade sono pericolose di questi tempi. Al traghetto ci aveva lasciati per risolvere una piccola disputa in seguito ad uno sfortunato lancio di dadi all&#8217;osteria, ma vedo che ora ci ha raggiunti sano e salvo.&rdquo;.<br />
Il ragazzo si rilass&ograve; e rinfoder&ograve; la spada, non del tutto persuaso dalla&nbsp; spiegazione ma rassicurato dal vedere che la ragazza ed i suoi genitori parevano conoscere quel soldato di ventura.<br />
Lo guard&ograve; smontare e gli parve che il braccio sinistro fosse un po&#8217; rigido, forse la disputa doveva essere stata pi&ugrave; aspra del previsto, in ogni caso quello era un uomo pericoloso, lo avrebbe tenuto d&#8217;occhio.<br />
Asher leg&ograve; il cavallo al carro, lo dissell&ograve; e poi si avvicin&ograve; al fuoco sedendosi a terra a fianco di Ariel che gli sussurr&ograve;: &ldquo;Cosa &egrave; successo, hai visto Zelana?&rdquo;.<br />
&ldquo;Si&rdquo; bisbigli&ograve; lui in risposta &ldquo;diciamo che abbiamo discusso e poi abbiamo preso una decisione, ma ne parleremo domani, ora&nbsp; mangiamo e non facciamo insospettire troppo il signorino.&rdquo;.<br />
Dopo che Galhad si fu presentato al guerriero, ed ebbe ricevuto in risposta un grugnito di assenso, la cena si svolse quasi in silenzio. Jacobus stapp&ograve; un paio di bottiglie di vino ed anche Ariel ne bevve un sorso sentendo subito dopo la testa che girava, cos&igrave; appena&nbsp; finita la sua porzione di coniglio si fece portare al carro da Asher che poi si riavvolse nel suo mantello e si sedette appoggiandosi ad una delle ruote.<br />
Il cavaliere ed i due attori conversarono ancora per un po&#8217; discutendo su quale sarebbe stata la strada pi&ugrave; corta per raggiungere i monti Ibra. Infine il giovane aggiunse alcuni rami secchi al fuoco, prese un mantello da una&nbsp; delle bisacce che, assieme alla sella, aveva appoggiato accanto all&#8217;albero, slacci&ograve; il cinturone con appesa la spada e lo appoggi&ograve; al tronco, si tolse la sopravveste e la cotta di maglia, poi si sdrai&ograve; mentre i due vecchi coniugi si ritiravano nel carro.</p>
<p>Il sole era appena sorto ed Asher stava guardando il ragazzo che si esercitava con la spada. Era piuttosto bravo, si muoveva veloce e pareva avere un&#8217;ottima tecnica, del resto se lo era aspettato quando aveva visto che l&#8217;elsa della spada, a dispetto della sua bellezza, appariva consunta dall&#8217; uso. Anche la mano che aveva preso la tazza del&nbsp; caff&egrave;, preparato ed offerto dal guerriero, era indurita e ricoperta da calli che solo chi si era esercitato per anni con le armi poteva avere.<br />
Improvvisamente il ragazzo si ferm&ograve; e disse: &ldquo;Signore, volete scambiare due colpi di spada con me?&nbsp; Mi piacerebbe esercitarmi con un avversario e voi mi sembrate un esperto spadaccino, un po&#8217; di movimento far&agrave; bene ad entrambi, che ne pensate?.&rdquo;.<br />
&ldquo;Quando combatto&rdquo; fu la pacata risposta &ldquo; &egrave; sempre una questione di vita o di morte. Ti ringrazio ma non sono abituato a duellare per esercizio o divertimento.&rdquo;.<br />
Il ragazzo rise e disse:&rdquo;Anche mio&nbsp; padre mi ha sempre detto che usare la spada significava dare o ricevere la morte. Lui ora &egrave; un uomo di pace e non impugna pi&ugrave; nessuna arma da lungo tempo, all&#8217;inizio era anche contrario che io diventassi un cavaliere. Mi diceva che dalla violenza non deriva mai nulla di buono.&rdquo;.<br />
&ldquo;Tuo padre &egrave; certamente un saggio&rdquo; rispose Asher tranquillamente &ldquo;e forse avresti fatto meglio a seguire i suoi consigli.&rdquo;.<br />
Galhad lo&nbsp; guard&ograve; con curiosit&agrave; e replic&ograve;:&rdquo;Strano che un simile discorso lo faccia un uomo come voi, si vede che siete abituato alla battaglia. Io non ho mai afffrontato un vero combattimento, mi piacerebbe avere la vostra esperienza ma fino ad ora mi son solo esercitato con i maestri d&#8217;arme delle guardie. Sapete, mio padre quando aveva la mia et&agrave; fu battuto da una ragazza, spesso mi ripete la frase che disse quella spadaccina al suo migliore amico: <em>&ldquo;Combattere per la vita &egrave; molto diverso da quelle stupide danze che fate con i vostri maestri d&#8217;armi, sei sicuro di saperlo fare?.&rdquo;</em>.&nbsp; Ormai la so a memoria dalle tante volte che mi ha ammonito ad essere prudente ricordandomela.&rdquo;.<br />
Asher lo guard&ograve; intensamente mentre&nbsp; l&#8217;azzurro dei suoi occhi si incupiva: &ldquo;Come&nbsp; hai detto che si chiama tuo padre?&rdquo; chiese con voce piatta.<br />
&ldquo;E&#8217; il&nbsp; maestro di palazzo del re&rdquo; rispose il ragazzo un po&#8217; intimidito da quell&#8217;occhiata penetrante &ldquo;non l&#8217;avevo detto ma si chiama Morgar.&rdquo;.<br />
Un sorriso crudele e terribile apparve sul volto del guerriero che prese la lunga&nbsp; spada e disse: &ldquo;Credo che mi sia venuta voglia di scambiare due colpi con te ragazzo.&rdquo;</p>
<p></font></div>
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		<title>A grandissima richiesta</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 14:58:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ovvero a richiesta di Thirrin ) ecco un&#8217;altro pezzo del racconto&#8230;che sta ormai diventando un romanzo. &#8220;Ho letto la profezia,&#8221; fu la sua risposta &#8220;il gran sacerdote venne da me e&#160; mi port&#242; nella cripta&#160; sotterranea dove sono custodite le tavole di Skelos. Sapevo che non ti&#160; avrebbero uccisa, la madre doveva sopravvivere, cos&#236; era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ovvero a richiesta di Thirrin <img alt="" src="/editor/fck/editor/images/smiley/rhymbox-1.0/cheerful.gif" /> ) ecco un&#8217;altro pezzo del racconto&#8230;che sta ormai diventando un romanzo.</p>
<div align="justify"><font size="3">&ldquo;Ho letto la profezia,&rdquo; fu la sua risposta &ldquo;il gran sacerdote venne da me e&nbsp; mi port&ograve; nella cripta&nbsp; sotterranea dove sono custodite le tavole di Skelos. Sapevo che non ti&nbsp; avrebbero uccisa, la madre doveva sopravvivere, cos&igrave; era scritto.&rdquo;.<br />
Lei rimase per un lungo momento in silenzio poi disse: &ldquo;Aiutami ad alzarmi e portami a quella specie di locanda, devo fasciarmi la ferita.&rdquo;.<br />
Asher si rialz&ograve; e le tese la mano che lei afferr&ograve; rimettendosi in piedi, poi le cinse la vita con un braccio sorreggendola ed accompagnandola fino ad una delle sedie, sulla quale lei si lasci&ograve; cadere con una smorfia di sofferenza. Ritorn&ograve; in strada e raccolse le armi appoggiandole su di un tavolo, entr&ograve; nell&#8217; osteria e ne usc&igrave; con una brocca di vino. &ldquo;Dovr&ograve; tagliarti la gamba del pantalone&rdquo; le spieg&ograve; &ldquo;e&nbsp; lavarti la ferita. Poi la fascer&ograve; usando la stoffa che ho avanzato quando ho bendato la caviglia di Ariel.&rdquo;.<br />
&ldquo;E&#8217; ferita?&rdquo; gli chiese lei bruscamente &ldquo;Cosa le &egrave; successo? E l&#8217;hai lasciata andare ugualmente?&rdquo;.<br />
&ldquo;Non preoccuparti&rdquo; l&#8217;interruppe cominciando a tagliare la stoffa dei calzoni &ldquo;si &egrave; solo distorta una caviglia, l&#8217;ho lasciata in compagnia di due attori girovaghi, due brave persone, ora &egrave; sul loro carro. Ora ti curo&nbsp; e poi cercher&ograve; di raggiungerla.&rdquo;.<br />
Fin&igrave; di lacerare il pantalone e vers&ograve; il vino, le&nbsp; mani gli tremarono un poco quando pens&ograve; a cosa significasse la cicatrice sul ginocchio.<br />
Lei sembr&ograve; intuire i suoi pensieri e disse: &ldquo;Sono sopravvissuta solo grazie agli oscuri poteri dei sacerdoti, ero quasi morta e senza l&#8217;intervento del dio non avrei mai potuto piegare ancora le ginocchia o impugnare una spada. Quando sono guarita volevo venire a cercarti, chiesi di te e mi dissero che eri morto, ucciso mentre cercavi di scappare sulla strada per il nord. Invece eccoti qui e guarda come ti sei ridotto: un volgare assassino da strada, tu che avresti potuto conquistare un impero&ldquo;.<br />
Lui per un po&#8217; non disse nulla poi, iniziando a fasciarla, cominci&ograve; a ricordare il passato con voce tranquilla che contrastava con il dolore che traspariva dal suo viso:&rdquo; Quando ho saputo che eri stata tu che avevi svelato il mio piano d&#8217;attacco al re di Yagghor ho capito che la profezia si stava&nbsp; compiendo. Allora ho portato nostra figlia al Gran Sacerdote di Dagon rinunciando ad oppormi al destino, poi ti ho consegnata alle guardie e me&nbsp; ne sono andato. Avevo perduto il tuo amore e non sopportavo l&#8217;idea di rimanere e vedere nostra figlia crescere ed andare incontro al suo terribile fato. Sono andato al nord e mi sono arruolato come mercenario, ho provato a morire molte volte, ho guidato gli assalti e coperto le ritirate ma gli dei mi hanno sempre risparmiato. Col tempo sono salito di grado, ho comandato un&#8217;armata ed il mio nome ispirava terrore poich&egrave; i miei uomini ed io stesso non conoscevamo piet&agrave;.&rdquo;.<br />
&ldquo;Eri dunque tu&rdquo; lo interruppe Zelana &ldquo; colui che chiamavano &#8216;Asher lo sterminatore&#8217;, lo avrei dovuto capire dal nome, era quello del padre di tuo padre vero?&rdquo;.<br />
&ldquo;Si,&rdquo; continu&ograve; lui &ldquo;cos&igrave; ero chiamato e per&nbsp; anni ho vissuto combattendo e schiacciando i nemici di chi mi pagava. Infliggere il&nbsp; dolore ed&nbsp; uccidere sembravano calmare la mia sofferenza ma un giorno il desiderio di rivedervi mi ha sopraffatto e cos&igrave; sono tornato. In citt&agrave; ho offerto i miei servigi come assassino, un mestiere che dopotutto conoscevo bene, ed intanto cercavo un modo per rivedervi.<br />
Molte volte mi sono recato al tempio e ti ho guardata mentre accompagnavi la portantina su cui si trovava nostra figlia, ma lei era all&#8217;interno nascosta agli occhi della gente, per questo quando mi hanno dato il ritratto non l&#8217;ho riconosciuta. Solo quando ho visto i suoi occhi ho compreso. Credevo che si trattasse solo di un lavoro ben pagato, ormai avevo deciso di andarmene, avevo capito che ero stato uno stupido a pensare che se vi fossi stato vicino sarebbe potuto cambiare qualcosa. Invece gli dei mi&nbsp; hanno permesso di salvare la nostra bambina ed ora so che devo continuare a proteggerla.<br />
Ecco, la tua ferita &egrave; sistemata, ora devo andare, cercher&ograve; di attraversare il fiume aggrappandomi al cavallo se gli dei vorranno riuscir&ograve; a raggiungere la riva opposta.&rdquo;.<br />
&ldquo;E cosa pensi di fare quando la raggiungi,&rdquo; disse&nbsp; lei con amarezza &ldquo;forse tu sei solo lo strumento del fato, colui che l&#8217;accompagner&agrave; sana e salva fino alla pira su cui sar&agrave; bruciata. Appena riuscir&ograve; a salire a cavallo ti seguir&ograve; e la riporter&ograve; indietro ma ora ascoltami. Ci sono in gioco pi&ugrave; forze di quanto tu non sappia, sicuramente hai capito che chi ti ha assoldato non fa parte del tempio e quei cadaveri dimostrano che anche una terza fazione &egrave; in gioco. Vai da lei dunque e proteggila ma stai attento perch&egrave; a molti non interessa affatto riportarla indietro ma credono che basti ucciderla per porre termine all&#8217;avvento di Dagon.&rdquo;.<br />
&ldquo;Far&ograve; tutto quello che posso&rdquo; le rispose &ldquo; e la riavrai, le profezie possono essere interpretate in molti modi e se alla fine il dio reclamer&agrave; una vita non &egrave; detto che sia la sua.&rdquo;<br />
Lei annu&igrave; e gli&nbsp; fece cenno di avvicinarsi dicendo: &ldquo;Fammi vedere la ferita al braccio.&rdquo;.<br />
Lui si avvicin&ograve; e le&nbsp; si inginocchi&ograve; davanti porgendole il vino e la stoffa rimasta, Zalena lo medic&ograve; in silenzio ed alla fine lo fece rialzare dicendo: &ldquo;Non credere che io ti abbia perdonato o che il mio odio per te sia diminuito, per&ograve; ti voglio credere, devo crederti, forse puoi davvero fare qualcosa per lei.&nbsp; Ma quando tutto sar&agrave; finito ti uccider&ograve;.&rdquo;.<br />
Asher non rispose e cominci&ograve; a prepararsi all&#8217;attraversata, fece un fagotto con le armi, il corpetto e la cotta di maglia e lo leg&ograve; strettamente sulla sella,&nbsp; prese le&nbsp; redini e cominci&ograve; a dirigersi verso il fiume. <br />
&ldquo;Aspetta!&rdquo; lo richiam&ograve; Zelana &ldquo;Ti ha parlato di me Ariel? Cosa ti ha detto?&rdquo;.<br />
Lui si ferm&ograve;&nbsp; e senza girarsi rispose: &ldquo;Ha detto che sei una donna molto determinata.&rdquo; poi continu&ograve; fino&nbsp; alla riva ed entr&ograve; in acqua aggrappandosi ad una staffa.<br />
Appena l&#8217;uomo e l&#8217;animale non toccarono pi&ugrave; terra la corrente li travolse e li trascin&ograve; velocemente verso valle mentre loro lottavano per avanzare mantenendo una diagonale.<br />
In poco tempo sparirono alla vista della donna che mormor&ograve;:&rdquo;Oh dei vi prego aiutatelo a salvare la mia bambina.&rdquo; ed una lacrima le scese gi&ugrave; lungo la guancia, subito asciugata con rabbia.</p>
<p>Cominciavano a calare le prime ombre della notte ed Ariel rifletteva su tutto quello che le era capitato dopo la fuga. Il lento dondolio del carro le&nbsp; trasmetteva uno strano senso di sicurezza e si sentiva quasi in pace mentre ascoltava le voci di Jacobus e di sua moglie Gertrude che conversavano. Erano stati gentili con lei e non le avevano fatto troppe domande anche se intuiva che erano curiosi e preoccupati. La donna aveva spalmato un unguento sulla sua caviglia dicendole: &ldquo;Lo usavo spesso con mia figlia, lei era una brava acrobata ma ogni tanto voleva&nbsp; strafare.&rdquo;.<br />
Aveva capito da come ne parlava al passato che ormai la considerava perduta per sempre, invece suo marito pareva non rassegnarsi e parlava del giorno in cui sarebbero tornati a riprenderla.<br />
Le sarebbe&nbsp; piaciuto aver avuto un padre ed una madre come quelli, veramente si sarebbe anche accontentata di un qualunque paio di genitori. Invece i suoi non li aveva mai conosciuti ed&nbsp; era stata allevata dalle sacerdotesse di Dagon, che la trattavano con un misto di deferenza e timore, solo il Gran Sacerdote e la terribile Zelana osavano contraddirla e punirla.<br />
Rabbrivid&igrave; quando immagin&ograve; l&#8217;ira del capo delle sue guardie, quella donna le aveva sempre fatto paura, l&#8217;aveva vista compiere azioni di una crudelt&agrave;&nbsp; disumana.<br />
Sper&ograve; che Asher le fosse sfuggito e riuscisse&nbsp; a raggiungerla, quando l&#8217;aveva nuovamente presa in braccio la paura l&#8217;aveva improvvisamente&nbsp; abbandonata e per la prima volta si era concessa di sperare. Era felice che lui fosse suo amico, anche se non approvava il modo con cui uccideva, con indifferenza. Aveva visto troppa gente morire al tempio, sacrificata dai sacerdoti, ed&nbsp; ora non riusciva pi&ugrave; ad accettare la morte e la sofferenza. E questo era uno dei motivi che l&#8217;avevano spinta&nbsp; a ribellarsi al suo dio, l&#8217;altro era ci&ograve; che aveva letto nelle tavole di Skelos.<br />
Cominci&ograve; a fantasticare e&nbsp; si concesse di immaginare&nbsp; che sarebbe riuscita a sopravvivere,&nbsp; sarebbe andare a vivere con i due attori, avrebbero girato di citt&agrave; in&nbsp; citt&agrave; esibendosi ed Asher li avrebbe accompagnati.<br />
Il tono allarmato di Jacobus la riscosse, sent&igrave; che diceva. &ldquo;Guarda Gert, qualcuno ha acceso un fuoco l&agrave;&nbsp; vicino a quell&#8217;albero, riesci a vedere di chi si tratta? Aspetta, mi sembra un uomo, oh dei anche questo ha in mano una spada.!&rdquo;.<br />
Ariel scost&ograve; un lembo del telone e sbrici&ograve; fuori, vide che si avvicinavano ad una persona che li attendeva sul ciglio della strada ed il sole ormai morente mandava riflessi da quella che pareva la lama di una spada.<br />
Si ritrasse prontamente e preg&ograve; Mitra che lo sconosciuto non fosse un nemico e non volesse fare loro del male. Intanto i due vecchi artisti tacevano, normalmente non si sarebbero spaventati vedendo un viandante anche se armato, ma dopo l&#8217;incontro con quel guerriero e la vista di tutti quei morti si erano fatti prudenti ed ansiosi.<br />
Pass&ograve; un lungo momento poi sent&igrave; una voce allegra. &ldquo;Salute viaggiatori! Scusate se ho impugnato la spada&nbsp; ma di questi tempi la&nbsp; prudenza non &egrave; mai troppa. Dal vostro carro direi che siete degli artisti, se volete potete unirvi a me ed aiutarmi a mangiare la lepre che sto cucinando, vicino all&#8217;albero c&#8217;&egrave; uno spiazzo dove potete fermare il carro.&rdquo;.<br />
Lei sent&igrave; il sospiro di sollievo del vecchio attore che ferm&ograve; il veicolo e rispose: &ldquo;Vi ringrazio signore, mi chiamo Jacobus e lei &egrave; mia moglie Gertrude, siamo umili interpreti dell&#8217;ingegno dei poeti e ci uniremo a voi molto volentieri anche se l&#8217;onore che ci fate &egrave; troppo grande.&rdquo;. &ldquo;Ed io preparer&ograve; una buona zuppa&rdquo; intervenne Gert &ldquo; che mangeremo prima della vostra selvaggina.&rdquo;.<br />
&ldquo;Ah, scusate&rdquo; disse la voce di chi li aveva invitati &ldquo;non mi sono presentato anche se toccava a me farlo per primo. Mi chiamo Galhad e sono il figlio del maestro di palazzo del re di Yagghor, il mio buon padre mi ha mandato come messaggero al tempio di Dagon ed ora faccio ritorno a casa, ma venite accanto al fuoco cos&igrave; potremo parlare un po&#8217; .&rdquo;.<br />
Ariel si accorse che il carro si girava e si muoveva lentamente per poi fermarsi. Sent&igrave; la donna che diceva: &ldquo;Nobile signore perdonateci ma non vi abbiamo detto che con noi c&#8217;&egrave; anche nostra figlia Cayrin. Viaggia nel retro del carro perch&egrave; durante una rappresentazione ha avuto un piccolo incidente e si &egrave; storta una caviglia.&rdquo;.<br />
&ldquo;Non preoccupatevi&rdquo; fu la risposta &ldquo;ci penser&ograve; io a farla scendere ed a portarla vicino al fuoco.&rdquo;.<br />
Improvvisamente il telone si sollev&ograve; e lei vide un giovane dai capelli biondi, la guardava stupito e dopo alcuni istanti si riscosse dicendole: &ldquo;Scusate l&#8217;indecisione ma la vostra bellezza mi ha davvero colpito, mi chiamo Galhad e col vostro permesso vi aiuter&ograve; a scendere.&rdquo;.<br />
Lei guard&ograve; quegli occhi azzurri che l&#8217;ammiravano e pens&ograve; che anche lui era bello e quando le sorrise si sent&igrave; arrossire.<br />
</font></div>
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		<title>Continuo imperterrito</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 21:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[a raccontare &#8220;Si, si&#8221; fu l&#8217;affannata risposta &#8220;naturalmente vi capisco, io stesso nelle vostre circostanze, cio&#232;, non voglio mancarvi di rispetto, io non potrei mai essere come voi nobile signore, non mi permetterei.&#8221;. Ma Asher non lo stava pi&#249; ascoltando, si gir&#242; e si diresse verso Ariel, ora doveva dirle cosa fare e doveva farlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a raccontare</p>
<p></p>
<div align="justify"><font size="3">&ldquo;Si, si&rdquo; fu l&#8217;affannata risposta &ldquo;naturalmente vi capisco, io stesso nelle vostre circostanze, cio&egrave;, non voglio mancarvi di rispetto, io non potrei mai essere come voi nobile signore, non mi permetterei.&rdquo;.<br />
Ma Asher non lo stava pi&ugrave; ascoltando, si gir&ograve; e si diresse verso Ariel, ora doveva dirle cosa fare e doveva farlo in fretta perch&egrave; il tempo a loro disposizione stava ormai finendo.<br />
Quando le fu vicino la ragazza gli rivolse uno sguardo da cui traspariva una fiducia cos&igrave; totale che per un momento gli si strinse il cuore, doveva fare del suo meglio per non deluderla.<br />
&ldquo;Ti ho procurato un passaggio al di la del fiume ragazzina.&rdquo; le disse &ldquo;Dovrai salire sul carro e cambiarti i vestiti. No, non mi interrompere, dobbiamo fare in fretta. Ora il tuo nome &egrave; Cayrin e se qualcuno te lo domander&agrave; dirai che io mi chiamo Dernhar e ti ho comprata in un bordello per il mio piacere. Poi hai incontrato i due attori e sei riuscita a fuggire con loro che hanno accettato di accoglierti in qualit&agrave; di apprendista. Lo so &egrave; una storia che non reggerebbe ad un esame accurato, ma del resto se incontri qualcuno che sa della tua fuga i tuoi occhi ti tradiranno comunque.&rdquo;.<br />
Lei lo guard&ograve; intensamente prima di chiedere: &ldquo;Perch&egrave; non vieni anche tu con noi? Potresti travestirti anche tu, magari non penseranno che un carro di guitti ci nasconda.&rdquo;.<br />
&ldquo;No,&rdquo; la interruppe lui&nbsp; sorridendo&ldquo; non funzionerebbe. E poi voglio parlare con Zelana, sono molti anni che non la vedo, sono curioso di sapere se mi trova cambiato. Sai lei pensava che io fossi morto, credo che sia stato per lei un bel colpo sapermi vivo.&rdquo;.<br />
&ldquo;Tornerai da me?&rdquo; gli chiese lei con voce ed espressione seria &ldquo;Vorrei tanto averti vicino quando i sacerdoti mi accoglieranno, credo che sei la sola persona che mi abbia aiutato senza voler nulla in cambio. Sei mio amico Asher?.&rdquo;.<br />
&ldquo;Si, sono tuo amico&rdquo; fu la risposta &ldquo; e ti prometto che far&ograve; tutto il possibile per tornare da te.&rdquo;.<br />
Lei gli sorrise contenta e, quando lui la prese tra le braccia per portarla al carro, appoggi&ograve; la testa alla sua spalla, fiduciosa.<br />
I due attori,&nbsp; quando li videro avvicinarsi, scostarono un lembo del variopinto telone che ricopriva il veicolo, il guerriero pot&egrave; cos&igrave; depositare la ragazza all&#8217;interno. &ldquo;Prendi un vestito da quel baule verde cara,&rdquo; le disse in tono gentile la donna &ldquo;era di mia figlia, dovrebbe andare bene.&rdquo;.<br />
Intanto suo marito ricevette le ultime istruzioni che gli furono date&nbsp; con voce tagliente:&rdquo;Ti affido la ragazza, bada che risponderai di lei con la tua vita. Ora dirigiti al traghetto ed attraversa in fretta il fiume, temo che quei predoni abbiano ucciso anche il traghettatore ma non dovreste trovare difficolt&agrave; ad usare quella piattaforma galleggiante. E&#8217; assicurata con un cavo ed una carrucola alla fune tesa tra le due rive, ti baster&agrave; spingerla con la pertica. Andate adesso, quando sarete sull&#8217;altra sponda tenetevi sulla strada ed avanzate il pi&ugrave; velocemente possibile&rdquo;.<br />
Il conducente avvi&ograve; i muli e fece quello che gli era stato detto, quando Asher li vide approdare impugn&ograve; la daga e tagli&ograve; la fune, lasciando che ricadesse nell&#8217;acqua, poi torn&ograve; con calma all&#8217;osteria, fece abbeverare il cavallo e si prepar&ograve; ad affrontare Zelana.<br />
Ormai il sole era alto nel cielo, decise di togliersi la cotta di maglia ed il corpetto imbottito, era sicuro che lei sarebbe arrivata da sola, alla massima velocit&agrave; possibile, non&nbsp; avrebbe quindi indossato la&nbsp; corazza. Rimasto in camicia sciolse i capelli e li rileg&ograve; strettamente usando un laccio di cuoio che aveva preso dalla giubba del guerriero che aveva ucciso, si sedette su una sedia appoggiando i piedi sul tavolo vicino, controll&ograve; la lama della daga e la tenne a portata di mano assieme alla spada.<br />
Si sentiva stranamente calmo, era da tempo che non gli succedeva prima di un combattimento che poteva decidere della sua vita. Nel silenzio di quel pomeriggio che annunciava l&#8217;arrivo dell&#8217;estate riand&ograve; nuovamente con la mente al passato, faceva&nbsp; caldo anche quando era andato alla grande fiera del solistizio, quando l&#8217;aveva vista per la prima volta.</p>
<p><em>Gli avevano detto che gi&ugrave; in citt&agrave; si esibiva un&#8217;invincibile guerriero, per&ograve; non era un uomo ma una specie di folletto o forse uno gnomo malefico che si divertiva ad umiliare chi lo sfidava.<br />
Non era insolito che durante le fiere si esibissero spadaccini erranti, dando spettacolo e dimostrazione della loro abilit&agrave; dietro compenso; non si era per&ograve; mai sentito di una specie di spiritello maligno che si batteva con la furia di un demone.<br />
Cos&igrave; aveva voluto andare a vederlo di persona ed i suoi giovani amici lo avevano seguito, lieti di abbandonare,anche se solo per poco tempo, il rigore e la disciplina del castello.<br />
Arrivarono alla piazza principale&nbsp; della citt&agrave; ridendo e scambiandosi scherzi, con la gente che si apriva al loro passaggio riconoscendoli per quello che erano: nobili ragazzi arroganti e pericolosi.<br />
Infine giunsero al recinto dove si esibiva lo spadaccino e scoppiarono in una risata. L&#8217;invincibile demonio era una ragazzina magra, vestita con una tunica imbottita di un verde sbiadito, dalla quale spuntavano dei pantaloni di pelle rattoppati ed infilati in un paio di scalcagnati stivali.<br />
Impugnava una spada di legno che sembrava troppo grande per lei e guardava gli spettatori con aria feroce, sfidandoli. Vicino all&#8217;arena&nbsp; improvvisata un uomo era pronto a raccogliere le scommesse, ma dalla sua espressione contrariata pareva che da parecchio tempo nessuno avesse voluto battersi.<br />
Lui si volt&ograve; verso il suo migliore amico e gli disse:&rdquo;Sfidala tu, Morgar, facci vedere se le lezioni del maestro d&#8217;armi ti sono servite a qualcosa o se, come al tuo solito, hai preferito evitarle per studiare in quella polverosa biblioteca.&rdquo;.<br />
La risposta&nbsp; fu accompagnata&nbsp; da un&#8217;occhiata&nbsp; astiosa:&rdquo;La sfider&ograve; se user&agrave; una spada vera, non mi abbasso a questi giochi di contadini&rdquo;<br />
E quelle parole furono l&#8217;inizio di ci&ograve; che il destino aveva da tempo decretato.<br />
Ricord&ograve; come Morgar fu umiliato dalla ragazza, che lo sconfisse facilmente dopo che lui aveva superato d&#8217;un balzo la staccionata pensando di spaventarla con una vera spada.<br />
Ma lei era riuscita a tenergli testa e lo aveva disarmato, colpendolo sul polso che si era rotto con un rumore secco.<br />
In quel momento lui l&#8217;aveva ammirata ma era anche stato invaso dall&#8217; ira e dall&#8217; indignazione, come osava quella stupida ragazzina umiliare il figlio di un pari del regno? Era entrato nell&#8217;arena e le aveva urlato di raccogliere la lama del suo amico e di combattere con lui.<br />
Lei lo aveva guardato con occhi beffardi e gli aveva detto: &ldquo;Combattere per la vita &egrave; molto diverso da quelle stupide danze che fate con i vostri maestri d&#8217;armi, sei sicuro di saperlo fare?.&rdquo;.<br />
</em><br />
Il cavallo arriv&ograve; al galoppo ed Asher si alz&ograve; impugnando entrambe le lame, poi avanz&ograve; fino al centro della strada, lentamente, ed attese.<br />
La donna fren&ograve; l&#8217;animale a pochi metri dal guerriero e lo trattenne con mano ferma&nbsp; facendogli fare una piroetta, entrambi erano ricoperti di polvere e&nbsp; la bestia aveva la schiuma alla bocca.<br />
Lui vide che non si era sbagliato, Zelana indossava l&#8217;uniforme che si usava al tempio: una tunica nera di seta, pantaloni anch&#8217;essi neri e stivali poco sopra al polpaccio.<br />
Non portava la spada cerimoniale ma sopra&nbsp; le sue spalle spuntavano le impugnature di due spade gemelle, sorrette da due cinghie che si incrociavano sul petto, tra i seni.<br />
Il verde dei suoi occhi non era cambiato anche se in essi ardeva una furia quasi incontenibile, il suo volto era per&ograve; diventato pi&ugrave; scavato, quasi ascetico, ma sempre bellissimo.<br />
I capelli erano tagliati a caschetto, arruffati dalla corsa, ancora neri come l&#8217; ala di un corvo.<br />
&ldquo;Ti stavo aspettando,&rdquo; le disse con&nbsp; voce tranquilla&rdquo; sapevo che il tuo desiderio di rivedermi ti avrebbe fatto arrivare per prima. Sei sempre molto bella, vedo che porti ancora le tue due spade, ti sei tenuta anche in esercizio?&rdquo;.<br />
Lei lo guard&ograve;&nbsp; con odio, faticando a trovare una risposta, quasi soffocata dalla rabbia, poi sput&ograve; fuori le parole come fossero veleno:&rdquo;Maledetto bastardo! Credevo fossi morto ed invece sei qui e la aiuti a fuggire, ad andare verso morte certa. Ma cosa sei diventato? Un assassino da strada, tu che eri, tu che potevi diventare.&rdquo;. La collera&nbsp; la costrinse a tacere per riprendere fiato ma dopo un attimo continu&ograve;: &ldquo;Mi hai lasciata a morire, bastardo! Mi hai abbandonata tra i miei nemici ed ora sei qui a difendere una bambina. Ti sei forse innamorato di lei? Stupido, tu non sai nulla!&rdquo;.<br />
&ldquo;Forse so poche cose&rdquo; la interruppe lui &ldquo;ma so che ho amato una sola donna nella mia vita ed ancora la amo. Prima che arrivassi ripensavo alla prima volta che ti ho vista, mi ricordo ancora come eri vestita e come impugnavi la spada di Morgar sfidandomi. Credo di averti amata allora per la prima volta.&rdquo;.<br />
&ldquo;Vorr&agrave; dire che andrai agli inferi con un bel ricordo allora, bastardo!&rdquo; gli urlo lei mentre&nbsp; smontava da cavallo, sguainando le spade quasi prima di toccare terra.<br />
Attacc&ograve; con ferocia e lui l&#8217;attese senza muoversi, fino a quando gli fu quasi addosso poi devi&ograve; con la daga una delle lame gemelle e blocc&ograve; l&#8217;altra usando la spada, lei si ritrasse e per un momento rimasero a guardarsi. Fu Zelana ad attaccare nuovamente, le sue spada sembravano danzare nell&#8217;aria tracciando luccicanti arabeschi, Asher si limit&ograve; a&nbsp; parare indietreggiando lentamente. Duellarono in silenzio, lei con furia animalesca, lui con calma e metodo fino a quando la punta di una delle spade gemelle lo raggiunse al braccio sinistro facendogli cadere la daga.<br />
Il volto della&nbsp; donna fu attraversato da un&#8217;orribile smorfia di trionfo e, sicura della vittoria, tir&ograve; un affondo al fianco sinistro mentre bloccava&nbsp; la spada di lui usando la lama che impugnava nella sinistra.<br />
Asher, invece di ritrarsi, parve andarle incontro, ma un istante prima di essere colpito le afferr&ograve; il polso con la sinistra e l&#8217;attir&ograve; a se torcendolo e spostando la spada di lato, poi con mossa fulminea le diede una testata in pieno volto.<br />
Zelana&nbsp; riusc&igrave; a ritrarsi ed ad assorbire in parte l&#8217;urto, non pot&egrave; per&ograve; evitare il colpo di rimessa del guerriero che le trafisse la coscia destra.<br />
Lei cadde in ginocchio e cerc&ograve; di sorreggersi puntando una spada a terra ma lui le tir&ograve; un calcio facendogliela sfuggire di mano e la fece cadere supina.<br />
La sovrast&ograve;&nbsp; posando un piede sul polso che impugnava&nbsp; la seconda lama e mettendole la punta della sua spada sotto al mento.<br />
&ldquo;Arrenditi&rdquo; le disse &ldquo;non voglio farti altro male.&rdquo;.<br />
Ma lei afferr&ograve; la lama che la minacciava e cerc&ograve; di contorcersi, lui si abbass&ograve; e le&nbsp; afferr&ograve; l&#8217;avambraccio ringhiando:&rdquo;Lascia, ti taglierai le dita, falla finita non voglio ucciderti !&rdquo;.<br />
Per tutta risposta lei lo morse e lui stacc&ograve; la mano e l&#8217;alz&ograve; per schiaffeggiarla quando improvvisamente si blocc&ograve;, aveva visto l&#8217; orribile cicatrice sul polso della donna.<br />
Lei si accorse del suo sguardo inorridito e&nbsp; gli&nbsp; disse con voce bassa e carica d&#8217;odio:&rdquo;Cosa credevi? Pensavi forse che quando mi hai lasciata mi trattassero con tutti gli onori? Dopo che avevi detto che ero io che avevo tradito? Lo sai cosa ha&nbsp; fatto Morgar?&rdquo;.<br />
&ldquo;No!&rdquo; le rispose con voce inorridita &ldquo;Non c&#8217;era lui al comando del castello. Io ti ho lasciata nelle mani del capitano della guardia reale!&rdquo;.<br />
&ldquo;Morgar &egrave; arrivato il mattino del giorno dopo,&rdquo; prosegu&igrave; lei implacabile &ldquo;mi ha fatta crocefiggere prima di mezzogiorno cos&igrave; da poter mangiare mentre mi guardava morire. Ma prima mi ha fatto spezzare le gambe e le braccia. Maledetto, ho giurato su quello croce che vi avrei uccisi entrambi. E quando i sacerdoti di Dagon mi hanno salvata ho vissuto ogni istante per avere la mia vendetta.&rdquo;.<br />
&ldquo;No.&rdquo; ripet&egrave; Asher a bassa voce e cadde in ginocchio lasciando la spada.<br />
&ldquo;Sono stanco moglie mia,&rdquo; continu&ograve; in un sussurro &ldquo;stanco di combattere. Non ho avuto scelta, gli dei non concedono il libero arbitrio, allora come oggi ho dovuto percorrere la strada che essi mi hanno indicato. Avrei voluto che non finisse cos&igrave;, volevo solo guadagnare un po&#8217; di oro e poi me ne sarei andato e avrei cercato di dimenticare. Ma quando ho guardato negli occhi la ragazza ho saputo che dovevo proteggerla. Non credere che se la riporti indietro si salver&agrave;, un dio che rinasce ha bisogno di un grande sacrificio. Io so perch&egrave; i sacerdoti ti hanno salvata ma non importa, sono stanco, prendi la tua arma ed uccidimi,&nbsp; sar&agrave; una morte migliore di quanto io abbia mai sperato.&rdquo;.<br />
Zelana si mise a sedere ed appoggi&ograve; la lama sul collo dell&#8217;uomo che non si mosse, lo guard&ograve; negli occhi e cap&igrave; che davvero lui sapeva, la spada&nbsp; si abbass&ograve; e la furia abbandon&ograve; il suo volto, sostituita dalla&nbsp; sorpresa e dall&#8217;ansia.<br />
&ldquo;Ma allora perch&egrave; hai fatto tutto questo?&rdquo; gli disse con la voce stravolta dalla preoccupazione &ldquo;Perch&egrave; non l&#8217;hai riportata da me? Sei davvero convinto che debba raggiungere il tempio di Mitra? Pensi davvero di poterla proteggere, di salvarla?&rdquo;.<br />
</font></div>
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		<title>E per incrementare i vostri già brutti sogni</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 21:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ecco la terza parte L&#8217;uomo si alz&#242; dalla sedia, sfil&#242; la lunga spada e l&#8217;appoggi&#242; sul tavolo, si avvicin&#242; alla sacerdotessa e si chin&#242; esaminandole la caviglia offesa. Prov&#242; a toglierle il morbido stivaletto ma lei gemette di dolore, allora sfoder&#242; il lungo coltello e disse: &#8221;Dovr&#242; tagliare la tua calzatura, la caviglia si &#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ecco la terza parte</p>
<div align="justify"><font size="3">L&#8217;uomo si alz&ograve; dalla sedia, sfil&ograve; la lunga spada e l&#8217;appoggi&ograve; sul tavolo, si avvicin&ograve; alla sacerdotessa e si chin&ograve; esaminandole la caviglia offesa. Prov&ograve; a toglierle il morbido stivaletto ma lei gemette di dolore, allora sfoder&ograve; il lungo coltello e disse: &rdquo;Dovr&ograve; tagliare la tua calzatura, la caviglia si &egrave; gonfiata.&rdquo;.<br />
&ldquo;Fai quello che devi,&rdquo; gli rispose lei &ldquo;spero tanto che non si sia rotta, mi fa molto male, cercher&ograve; di non gridare.&rdquo;.<br />
Ma lui fu sorprendentemente delicato e Ariel si stup&igrave; che quelle grandi mani, coperte di cicatrici, potessero essere cos&igrave; gentili. Poi guard&ograve; la spada e sussult&ograve; per lo stupore. &ldquo;Ferma ragazzina,&rdquo; borbott&ograve; Asher&nbsp; &ldquo;non ti muovere altrimenti rischio di farti male.&rdquo;<br />
&ldquo;La lama della tua spada,&rdquo; disse lei con voce eccitata &ldquo; &egrave; d&#8217;acciaio veniriano. Vale il riscatto di un re!<br />
Riconosco i riflessi dell&#8217;acciaio piegato migliaia di volte, ne ho viste alcune nel tesoro del tempio, ed erano state donate dagli antichi imperatori. Tu potresti essere ricco, se solo la vendessi.&rdquo;.<br />
&ldquo;Ragazzina&rdquo; fu la risposta &ldquo;sei stata educata al culto del dio, cosa ne vuoi sapere di acciai. E&#8217; una buona arma, mi fu data da mio padre e mi ha ben servito, tutto qui. Comunque la tua caviglia non mi sembra rotta, credo si tratti di una semplice slogatura. Prover&ograve; a fasciartela.&rdquo;.<br />
&ldquo;Ma chi sei tu veramente?&rdquo; gli domand&ograve; la fanciulla con voce sommessa &ldquo;Perch&egrave; mi aiuti?&rdquo;.<br />
&ldquo;Sono un vecchio soldato, te l&#8217;ho detto,&rdquo; le rispose lui bruscamente &ldquo;non farti venire fantasie la situazione &egrave; gi&agrave; abbastanza complicata.&rdquo;.<br />
Poi scese in strada e strapp&ograve; un largo pezzo di stoffa dal vestito della donna morta, lo ridusse in strisce sottili usando la daga e poi torn&ograve; da Ariel ed inizi&ograve; a fasciarle la caviglia.<br />
Con la coda dell&#8217;occhio vide che lei stringeva i denti per non gridare e si ricord&ograve; di un altra donna in un altro tempo.</p>
<p><em>La battaglia era&nbsp; appena finita, avevano combattuto fianco a fianco poi erano stati divisi da un ultimo disperato attacco del nemico. Ora lui la cercava attraversando la pianura&nbsp; disseminata di cadaveri e di morenti. Ad un tratto sent&igrave; la sua voce sfrontata che lo chiamava: &ldquo;Ehi, dovresti cercarmi dove &egrave; maggiore il numero dei caduti, credo proprio che anche questa volta ti ho battuto&rdquo;. Si gir&ograve; e la vide poco distante, seduta ai piedi di quello che un tempo era stato un albero ed&nbsp; ora pareva un dito scarnificato che ammoniva il cielo.<br />
Le si avvicin&ograve; e not&ograve; che effettivamente i nemici giacevano numerosi nelle sue vicinanze; le sorrise, felice di ritrovarla&nbsp; viva, ed il suo cuore fu pi&ugrave; leggero.<br />
Ma quando vide la sua gamba coperta di sangue fece una smorfia preoccupata e corse da lei chinandosi e cercando con gli occhi la ferita.<br />
Lei allung&ograve; una mano e gli arruff&ograve; i neri capelli dicendo. &ldquo;Non &egrave; nulla, ho solo perso un po&#8217; troppo sangue, per&ograve; come vedi ne ho versato molto di pi&ugrave; di quello nemico. E mi pare che anche tu qualche taglio lo hai ricevuto.&rdquo;.<br />
&ldquo;Aspettami qui,&rdquo; le rispose lui &ldquo;mi sembra una ferita profonda, vado a chiamare un cerusico ed una lettiga. Forse prima &egrave; meglio che la fasci, mi sembra che sanguini ancora.&rdquo;.<br />
Lei si sporse in avanti e mise una mano guantata di ferro sotto al mento dell&#8217;uomo e la alz&ograve; delicatamente fino a quando lui fiss&ograve; i suoi occhi color smeraldo.<br />
Rimasero a guardarsi per un lungo istante poi lui la baci&ograve; e quando lei schiuse le labbra tutta la fatica ed il dolore delle ferite svan&igrave;.<br />
Tornarono alla realt&agrave; richiamati da un grido lontano: &ldquo;Mio signore, mio signore, dovete venire al campo, vostro padre chiede di voi, C&#8217;&egrave; stata una grande vittoria ed a voi ed al vostro coraggio va tutto il merito.&rdquo;.<br />
Un uomo che indossava una splendente e lucida armatura si stava avvicinando di corsa e quando lui si stacc&ograve; dalla sua amata colse l&#8217;espressione di disapprovazione sul suo volto.<br />
&ldquo;Morgar,&rdquo; disse il guerriero con voce dura &ldquo;come al solito arrivi quando la battaglia &egrave; ormai finita. Torna da dove sei venuto e fai venire un cerusico con una lettiga per trasportare la mia futura&nbsp; sposa, colei che sar&agrave; la tua regina.&rdquo;<br />
</em><br />
Ancora oggi poteva rievocare l&#8217; argentina risata di Zelana quando vide l&#8217;espressione del primo consigliere di suo padre, e rivedere lo splendore dei suoi occhi e la bellezza del suo viso sporco di sangue.<br />
Si riscosse da quei pensieri e fin&igrave; di legare la fasciatura, si rialz&ograve; e disse: &ldquo;Prova ad appoggiare a terra il piede, devo sapere se sei in grado di reggerti.&rdquo;.<br />
Lei prov&ograve; con cautela ad alzarsi ma quando spost&ograve; il peso del corpo sulla caviglia offesa impallid&igrave; e ricadde a sedere.<br />
Asher sospir&ograve; e pens&ograve; che per la ragazza sarebbero stati un tormento anche gli scossoni del cavallo, ma dovevano andarsene al pi&ugrave; presto, non c&#8217;erano alternative.<br />
Improvvisamente gli parve di sentire un suono di campanelli, zitt&igrave; la ragazza, che stava per parlare,&nbsp; con un gesto ed impugn&ograve; la spada e la&nbsp; daga volgendosi verso il villaggio.<br />
Il tintinnio crebbe d&#8217;intensit&agrave; e dopo poco videro uno sgargiante carro multicolore che veniva verso di loro. Mentre si avvicinava cominciarono a sentire una vivace discussione che pareva svolgersi tra l&#8217;uomo che&nbsp; teneva le redini dei quattro muli e la donna che gli sedeva accanto a cassetta.<br />
A pochi passi da loro il conducente sbrait&ograve;: &ldquo;Taci donna, se tua figlia si &egrave; fatta irretire da quello scudiero la colpa &egrave; solo tua. Tu gli hai messo in testa&nbsp; quelle idee da gran dama e le hai fatto dimenticare di essere un&#8217;onesta artista di strada. Tu le hai&#8230;&rdquo;.<br />
L&#8217;invettiva s&#8217;interruppe di colpo quando i due litiganti si accorsero dei cadaveri in mezzo alla strada.<br />
Il guidatore tir&ograve; le redini facendo fermare il carro, si guard&ograve; intorno smarrito ed impallid&igrave; mortalmente quando scorse l&#8217; uomo armato con due lame.<br />
Cerc&ograve; disperatamente di far girare il carro ma la strada era troppo stretta e cos&igrave; non gli rimase che abbracciare tremando la donna, guardando con occhi sbarrati quella figura da incubo che si stava avvicinando.<br />
I due poveretti pensarono che la loro ora fosse giunta quando videro un volto che pareva intagliato nella pietra ed un azzurro sguardo inquisitore.<br />
&ldquo;Siamo solo due artisti girovaghi,&rdquo; disse l&#8217;uomo balbettando &ldquo; non abbiamo visto nulla, le faccende di sua signoria non ci riguardano, non diremo nulla. Vi prego lasciate andare mia moglie, rimarr&ograve; io qui a garanzia del suo silenzio io&#8230;&rdquo;.<br />
Asher li scrut&ograve; cercando di capire se fossero realmente ci&ograve; che sembravano, ovvero due attori di mezz&#8217;et&agrave; stravolti dalla paura. L&#8217;esame lo lasci&ograve; soddisfatto, riguain&ograve; le armi e disse: &ldquo;Miei cari signori, permettete che mi presenti. Mi chiamo Dernhar e quella&nbsp; che vedete seduta &egrave; la mia nipotina Cayrin, purtroppo una banda di malfattori si era impossessata del traghetto e quando ci hanno visti arrivare ci hanno aggrediti ed hanno cercato di usare violenza alla povera fanciulla. capirete che ho dovuto difendermi.&rdquo;.<br />
Mentre&nbsp; i due coniugi annuivano vigorosamente lui continu&ograve; sorridendo:&rdquo; Ora si d&agrave; il caso che&nbsp; io abbia sentito un po&#8217; dei vostri discorsi e la vostra perdita mi rammarica. Ma mi stavo chiedendo se la mia sfortunata parente non potrebbe prendere momentaneamente il posto della vostra perduta figliola e venire&nbsp; con voi per un po&#8217; di tempo.&rdquo;.<br />
&ldquo;Ma certo mio signore,&rdquo; si affrett&ograve; ad assentire l&#8217;attore &ldquo;potete accompagnarci&nbsp; per tutto il tempo che volete. &ldquo;.<br />
&ldquo;Io non verr&ograve; con voi.&rdquo; lo interruppe il novello zio &ldquo;Vedete credo che mia moglie si sia, come dire, un po&#8217; arrabbiata per la gita che ho fatto con mia nipote. Voi siete uomo di mondo e capite certe cose, quindi comprendete che dovr&ograve; rimanere per spiegarmi con la mia consorte che ha, a dire il vero, un gran brutto carattere.&rdquo;.</font></div>
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		<title>E si continua</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 20:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><font size="3">La pos&ograve; delicatamente su una delle poche sedie rimaste all&#8217;impiedi ed entr&ograve; nella sgangherata osteria, uscendone quasi subito con un boccale ricolmo di birra.<br />
Con la mano libera prese uno dei tavoli e lo mise di fronte alla ragazza, pos&ograve; la schiumosa bevanda e disse:&rdquo;Comincia a berne un sorso ragazzina, credo proprio che tu ne abbia bisogno. Io devo recuperare la mia arma e dopo vedr&ograve; se trovo qualcosa che tu possa mangiare .&rdquo;.<br />
&ldquo;Non posso,&rdquo; protest&ograve; lei asciugandosi gli occhi &ldquo;non ho tempo, devo andare a Gurza dai sacerdoti di Mitra, io..&rdquo;.<br />
&ldquo;Bevi!&rdquo; la zitt&igrave; lui con voce&nbsp; aspra &ldquo;E pensa che la&nbsp; fretta ha ucciso molte persone e persino grandi guerrieri. E non credo che tu possa andare da molte parti senza mangiare e senza medicare la caviglia, senza contare che io e te dobbiamo ancora decidere alcune cose.&rdquo;.<br />
Lei prese il boccale, bevve un piccolo sorso, intimidita, e lo guard&ograve; mentre ritornava stancamente sulla strada. Quando lo aveva visto combattere gli era parso uno di quegli eroi delle leggende, veloce e terribile; ora invece gli sembrava solo un mercenario male&nbsp; in arnese, un sopravvissuto.<br />
Lo vide mentre rigirava il cadavere del guerriero ed estraeva la daga con uno strattone, la ripuliva sui pantaloni del caduto e la riappendeva alla cintura. Not&ograve; che frugava il morto e poi si dirigeva&nbsp; verso la dama. Distolse lo sguardo, disgustata, e pens&ograve; di essersi imbattuta in un volgare brigante di strada.<br />
Ma quando smise di pensare a quell&#8217; uomo fu di nuovo invasa dalla disperazione, non ce l&#8217;avrebbe mai fatta a raggiungere i sacerdoti e la profezia scritta sulle tavole di Skelos si sarebbe avverata. Era solo una stupida ragazza, avrebbe&nbsp; dovuto prendere un cavallo ed invece era fuggita di corsa, senza pensare. Aveva ragione quello sconosciuto, la fretta gli era stata fatale, ora lui le avrebbe preso la statua ed il sigillo e per il mondo sarebbe stata la fine, stupida, stupida, era stata proprio stupida.<br />
Le sue rabbiose recriminazioni furono interrotte da un colpo secco che la fece sobbalzare, quel brigante le aveva appoggiato davanti un piatto di arrosto freddo e verdure e si era comodamente seduto a cavalcioni di una sedia, in attesa.<br />
Lei pens&ograve; che non aveva fame ma si costrinse a prendere un pezzetto di carne, doveva conservare le forze se voleva avere una minima possibilit&agrave;.<br />
Mastic&ograve; lentamente ed il sapore del cibo le risvegli&ograve; l&#8217;appetito&nbsp; o meglio la fame, in poco tempo vuot&ograve; il piatto e lo ripul&igrave; usando il pezzo di pane che l&#8217;uomo le aveva allungato.<br />
&ldquo;Bene, &ldquo; le disse Asher &ldquo;ora direi che possiamo parlare. Credo che ti convenga darmi quello che hai in quella borsa appesa alla cintura, non ti far&ograve; del male, ti porter&ograve; al villaggio e ti lascer&ograve; da qualcuno che possa curare la tua caviglia. A chi mi ha commissionato il lavoro dir&ograve; che ti ho uccisa e buttata nel fiume, non credo che ti cercheranno&rdquo;.<br />
&ldquo;Tu non sai chi sono io, vero ?&rdquo; rispose la ragazza &ldquo;Allora te lo dir&ograve; e ti spiegher&ograve; perch&egrave; sono fuggita, sar&agrave; poi Mitra a decidere se dovr&ograve; sopravvivere. Ormai la mia vita &egrave; nelle mani degli dei.&rdquo;.<br />
&ldquo;Oh in realt&agrave; lo so chi sei ragazzina&rdquo; le disse lui &ldquo;l&#8217;ho capito quando ti ho guardata negli occhi. Solo la Grande Sacerdotessa del dio Dagon ha gli occhi del colore dell&#8217; oro. No, non ti agitare, so mantenere un segreto e la mia offerta vale ancora.&rdquo;.<br />
&ldquo;Tu non sai nulla!&rdquo; rispose lei con la voce intrisa di disperazione&rdquo; E&#8217; scritto nelle tavole di Skelos che quando i sette pianeti saranno allineati il dio Dagon ritorner&agrave; in questo mondo e lo distrugger&agrave;. Solo frantumando la sua antica immagine ed il suo sigillo lo si potr&agrave; impedire. Per questo li porto dai sacerdoti di Mitra, loro possono farlo poich&eacute; conoscono gli antichi riti. Ho giurato che&nbsp; lo&nbsp; avrei fatto.&rdquo;.<br />
L&#8217;assassino la guard&ograve; per un lungo momento, vide la disperazione nei suoi occhi ma anche una grande determinazione, e cap&igrave; che quanto diceva era la verit&agrave;.<br />
&ldquo;Potrei portarli&nbsp; io dai sacerdoti.&rdquo; le disse.<br />
&ldquo;Non servirebbe.&rdquo; gli rispose la sacerdotessa scuotendo rabbiosamente la testa &ldquo;Devo andare io perch&egrave; il rito richiede la mia presenza. Per distruggere gli oggetti occorre un rituale che esige il sacrificio della Gran Sacerdotessa di Dagon, dovr&ograve; essere bruciata su una pira.&rdquo;.<br />
&ldquo;Potrebbe esserci un altro modo,&rdquo; le disse Asher a bassa voce &ldquo;forse ci sono altri rituali. Non puoi esserne certa ragazzina.&rdquo;.<br />
&ldquo;Forse&rdquo; disse lei con voce tremante &ldquo; o forse no. Ti prego, lasciami andare, ho paura ma devo cercare di impedire la venuta del dio. Ti prego, aiutami.&rdquo;.<br />
&ldquo;Dar&ograve; un&#8217; occhiata alla tua caviglia&rdquo; fu la risposta &ldquo;poi decideremo il da farsi. Credo comunque che non siano solo i seguaci di Dagon ad interessarsi a te. Chi mi ha ingaggiato pareva non avere nessun interesse a che tu viva o muoia mentre la dama voleva la tua morte. In ogni caso ormai la tua assenza avr&agrave; messo in allarme il tempio e la comandante delle Guardie di Dagon ti star&agrave; ormai cercando.&rdquo;.<br />
La ragazz&agrave; sbianc&ograve; dal terrore balbettando:&rdquo;Zelana avr&agrave; sicuramente mandato un ufficiale con delle guardie a cercarmi, dobbiamo andarcene subito.&rdquo;.<br />
&ldquo;Non credo che abbia mandato un suo sottoposto&rdquo; le rispose lui quasi soprappensiero &ldquo;credo proprio che verr&agrave; di persona.&rdquo;.<br />
&ldquo;Allora sono perduta!&rdquo; si disper&ograve; la fanciulla &ldquo;Tu non la conosci, la comandante &egrave; un guerriero spietato, terribile. &ldquo;.<br />
&ldquo;Invece la conosco bene.&rdquo; la interruppe Asher &ldquo;Aveva pi&ugrave; o meno la tua et&agrave; quando la vidi per la prima volta e gi&agrave;&nbsp; allora era una guerriera formidabile. Abbiamo combattuto insieme per quattro lunghi anni e poi le&nbsp; nostre vite si legarono indissolubilmente.&rdquo;.<br />
&ldquo;Non capisco, cosa significa che vi siete legati?&rdquo; gli chiese la ragazza stupita.<br />
Lui sorrise&nbsp; amaramente e le rispose: &ldquo;Quando tornammo dalla guerra di Erghram eravamo carichi di bottino e di gloria, pensavamo di essere i padroni del nostro destino ed io le dichiarai il mio amore e le chiesi di passare il resto della sua vita con me. Zelana &egrave; mia moglie e ti assicuro che appena avr&agrave; la&nbsp; mia descrizione, e stai certa che scover&agrave; il mio mandante e gliela estorcer&agrave;, verr&agrave; a riprenderti per riportarti indietro assieme alla mia testa. Ma ora vediamo la tua caviglia e&nbsp; direi che possiamo anche presentarci. Il mio nome &egrave; Asher.&rdquo;.<br />
La ragazza richiuse la bocca che aveva spalancato per la sorpresa e disse:&rdquo;Io, io mi chiamo Ariel.&rdquo;.<br />
</font></div>
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		<title>Oggi vi propino</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 14:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[un altro racconto, per ora solo la prima parte. Si svegli&#242; di colpo, la mano scatt&#242; ad impugnare la corta daga che teneva sullo sgabello vicino al letto. I leggeri colpi si ripeterono, si alz&#242; e si avvicin&#242; alla porta lentamente, senza fare alcun rumore. Indossava gi&#224; camicia e pantaloni di pelle, valut&#242; per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><font size="3">un altro racconto, per ora solo la prima parte.</p>
<p>Si svegli&ograve; di colpo, la mano scatt&ograve; ad impugnare la corta daga che teneva sullo sgabello vicino al letto.<br />
I leggeri colpi si ripeterono, si alz&ograve; e si avvicin&ograve; alla porta lentamente, senza fare alcun rumore. Indossava gi&agrave; camicia e pantaloni di pelle, valut&ograve; per un momento se doveva terminare di vestirsi e calarsi dalla finestra.<br />
La notte prima era stato fortunato al tavolo da gioco, forse troppo per alcuni, ed ora era possibile che rivolessero indietro i soldi.<br />
Ma poteva anche trattarsi di un nuovo lavoro, magari gli avrebbero commissionato l&#8217;assassinio di un nobile, qualcuno molto in alto, il che avrebbe comportato un compenso che gli avrebbe permesso di trasferirsi e cambiar vita.<br />
Sospir&ograve; smettendo di fantasticare e con voce stanca chiese: &ldquo;Cosa volete? Non &egrave; ancora sorto il sole, &egrave; questo il modo di disturbare la gente onesta.&rdquo; e si prepar&ograve; a spalancare di colpo la porta stringendo la corta lama, pronto a colpire.<br />
&ldquo;Apri Asher,&rdquo; disse una voce roca che apparteneva alla proprietaria della bettola &ldquo;tu gente onesta non ne hai mai conosciuta. Apri che ti vogliono parlare di un lavoro, cos&igrave; forse finalmente mi pagherai.&rdquo;.<br />
Lui fece scattare il chiavistello e si fece da parte facendo passare la corpulenta locandiera che reggeva un lume ed una persona&nbsp; curva, quasi raggrinzita, completamente avvolta in un mantello e col viso parzialmente&nbsp; nascosto da una sciarpa di seta.<br />
La donna sbuff&ograve;, pos&ograve; la lucerna sul tavolo e con malgrazia borbott&ograve;: &rdquo;Dovreste pagarmi il disturbo voi due, non &egrave; nemmeno l&#8217;alba e non capisco perch&egrave; i vostri sporchi affari mi debbano&#8230;&rdquo;.<br />
Ma non fin&igrave; la frase, lo strano personaggio che la accompagnava si volse di scatto, con un movimento serpentino, e bisbigli&ograve; con voce aspra: &ldquo;Vattene e non tornare, io ed il mercenario dobbiamo parlare da soli.&rdquo;. Le poche parole furono pronunciate con un tono di comando e di minaccia che fece scorrere un brivido lungo la schiena del suo futuro interlocutore.<br />
La donna arretr&ograve; spaventata e si affrett&ograve; ad uscire borbottando parole di scusa, appena i suoi passi risuonarono sulle scale lo sconosciuto si avvicin&ograve; alla porta, la richiuse e ritorn&ograve; da Asher, che nel frattempo si era seduto sul bordo del letto.<br />
Due occhi gialli e maligni scrutarono per un breve momento il mercenario che strinse pi&ugrave; forte la daga e gett&ograve; un&#8217;occhiata alla spada appoggiata alla testiera del giaciglio.<br />
&ldquo;Non temere,&rdquo; gracchi&ograve; la voce smorzata dalla seta &ldquo;&nbsp; i miei padroni hanno un lavoro per te. Un compito delicato, che richiede prontezza e soprattutto discrezione. Naturalmente sarai pagato, diciamo che se tutto avverr&agrave; secondo le nostre aspettative ti potrai sistemare per il resto della tua vita, che sar&agrave; invece molto breve se fallirai.&rdquo;.<br />
&ldquo;Non mi piace essere minacciato,&rdquo; rispose l&#8217;uomo &ldquo;io sono un onesto soldato di ventura e penso proprio che i tuoi padroni non abbiano abbastanza oro per permettersi i miei servigi.&rdquo;.<br />
Dal mantello giunse una stridula risata: &ldquo;Tu ti fai chiamare Asher e dici di essere un mercenario, ma in realt&agrave; sei un assassino ed un ladro. Un tagliagole di bassa lega, esattamente ci&ograve; che ci serve per non attirare l&#8217;attenzione e per portare rimedio ad una spiacevole situazione. Perci&ograve; stai zitto ed ascolta attentamente, i miei padroni sono generosi e non avrai di che lamentarti.&rdquo;. Pronunciando le ultime parole estrasse da sotto il mantello una piccola borsa che lanci&ograve; sul letto e dalla&nbsp; quale fuoriuscirono alcune monete d&#8217;oro.<br />
L&#8217;uomo si affrett&ograve; a raccoglierle e disse:&rdquo;Finalmente cominci a parlare una lingua pi&ugrave; cortese, dimmi chi devo uccidere e&nbsp; quando.&rdquo;.<br />
&ldquo;Non&nbsp; si tratta di uccidere,&rdquo; fu la risposta&rdquo; devi recuperare un oggetto che &egrave; stato rubato. Una cameriera che lavorava per i miei padroni si &egrave; impadronita di una statuetta e di un medaglione. Non sono oggetti di grande costo ma hanno un valore, si potrebbe dire, affettivo. La ragazza &egrave; uscita a piedi qualche ora fa dalla citt&agrave; e sappiamo che &egrave; diretta verso le montagne di Ibra, pensiamo voglia recarsi alla capitale del regno di Yagghor, probabilmente vuol vendere il bottino e rifugiarsi da certi suoi parenti.<br />
Tu devi solo raggiungerla e riprendere la refurtiva, che ci riporterai immediatamente. Se devi ucciderla fallo pure, la sua vita per noi non ha alcuna importanza, quello che vogliamo sono gli oggetti. Se riuscirai avrai il doppio delle monete d&#8217;oro che hai avuto come anticipo.&rdquo;.<br />
Asher riflett&egrave; brevemente, quel tipo non gli piaceva ma il lavoro sembrava non presentare grosse difficolt&agrave;, se si sbrigava la poteva raggiungere in&nbsp; poche d&#8217;ore e recuperare il maltolto.<br />
Probabilmente la storia appena raccontata non era del tutto vera, se fosse stata una semplice ladra sarebbe bastato denunciarla alla guardia cittadina, ma a lui tutto sommato non importava.<br />
&ldquo;Va bene, accetto.&rdquo; fu dunque la risposta &ldquo; datemi solo una descrizione precisa della ragazza e degli oggetti.&rdquo;. Da sotto il mantello spunt&ograve; una pergamena e la sgradevole voce disse:&rdquo;Ecco un ritratto della ladra, gli oggetti li riconoscerai facilmente perch&egrave; sono di pietra&nbsp; nera e portano entrambi inciso un pentacolo inscritto in&nbsp; un cerchio di stelle.&rdquo;.<br />
L&#8217;assassino prese il rotolo e lo svolse ritrovandosi a fissare il volto di una fanciulla dai lunghi capelli, bello ed altero.<br />
&ldquo;Non mi pare una cameriera,&rdquo; disse &ldquo; sembra piuttosto una nobile dama, forse dovreste pagarmi di pi&ugrave;. C&#8217;&egrave; qualcosa di poco chiaro in questa faccenda.&rdquo;.<br />
&ldquo;Sei ben pagato&rdquo; nella voce dello sconosciuto ritorn&ograve; il tono di minaccia &ldquo;e credo sia opportuno che tu ti metta in marcia, ci rivedremo qui domani alla stessa ora e tu mi darai ci&ograve; che&nbsp; avrai preso. In caso contrario sar&agrave; la tua vita che ci ripagher&agrave; del tuo fallimento.&rdquo;.<br />
Detto questo lo strano ed inquietante personaggio si gir&ograve; ed&nbsp; usci dalla stanza senza fare il minimo rumore.<br />
Asher diede un&#8217;altra occhiata alla pergamena poi l&#8217;arrotol&ograve; e l&#8217;avvicin&ograve; alla fiamma della lucerna, appena prese fuoco la gett&ograve; nel caminetto ed inizi&ograve; a vestirsi.<br />
Indoss&ograve; un corpetto imbottito e sopra di esso una leggera cotta di anelli d&#8217;acciaio brunito, infil&ograve; un paio di stivali al ginocchio e si allacci&ograve; in vita un cinturone di cuoio al quale appese la daga ed lungo coltello. Prese la spada e controll&ograve; il filo della lunga lama, poi la appese sulla schiena utilizzando un semplice anello di ferro rivestito di cuoio e fissato ad una cinghia che gli attraversava il petto.<br />
Controll&ograve; che l&#8217;arma scorresse agevolmente e prov&ograve; ad estrarla un paio di volte, prese un mantello di lana nero e se lo gett&ograve; sulle spalle badando&nbsp; a&nbsp; far sporgere l&#8217;impugnatura della&nbsp; spada.<br />
Si avvicin&ograve; alla piccola finestra per guardare nello stretto vicolo di fronte alla locanda, il riflesso sul vetro gli restitu&igrave; l&#8217;immagine di un uomo alto, dal viso segnato dalle cicatrici. Sapeva&nbsp; che se fosse stato uno specchio avrebbe visto anche un paio di occhi di un blu profondo. Sospir&ograve;, improvvisamente stanco, aveva ormai passato i trent&#8217;anni ed era stufo di quella vita fatta di improvvisi risvegli e brusche partenze. Decise che sarebbe stato l&#8217;ultimo lavoro, avrebbe usato il compenso per acquistare una piccola fattoria, avrebbe allevato cavalli, gli piacevano gli animali, raramente tradivano.<br />
Si riscosse, si leg&ograve; dietro la nuca i lunghi capelli neri con un nastro ed usc&igrave; dalla stanza, scese velocemente le scale e si diresse verso la stalla, seguito dall&#8217;ostessa che reclamava a gran voce i pagamenti arretrati.<br />
La zitt&igrave; lanciandole una delle monete d&#8217;oro che lei prese con il viso trasfigurato dall&#8217; avidit&agrave; e&nbsp; profondendosi in scuse e richieste sui bisogni dell&#8217; illustrissimo cavaliere.<br />
Lui scelse un robusto stallone nero e cominci&ograve; a sellarlo con movimenti resi essenziali dalla lunga pratica, poi lo condusse in strada e mont&ograve; in arcione dirigendosi verso le porte della citt&agrave;.<br />
Cavalc&ograve; al passo, senza fretta, non voleva attirare l&#8217;attenzione; le guardie alle mura lo accolsero con malcelato fastidio poich&eacute; dovettero interrompere un accanita partita a&nbsp; dadi.<br />
Tuttavia lo lasciarono uscire aprendo i pesanti battenti del grande portone, appena&nbsp; fuori lui diede di sprone e si allontan&ograve; con un andatura sostenuta.<br />
Il sole cominciava a sorgere all&#8217; orizzonte ed Asher ritenne che senza troppo forzare il cavallo avrebbe raggiunto&nbsp; la ragazza prima di mezzogiorno. Se si dirigeva ai monti Ibra avrebbe dovuto attraversare il fiume Ghaol&nbsp; ed in quella stagione lo si poteva fare solo utilizzando il traghetto dopo il villaggio di Alishel. Bastava dunque che lui si dirigesse l&igrave; di buon passo e se anche la fanciulla non utilizzava la strada principale non ci sarebbero stati problemi, lui l&#8217;avrebbe preceduta e l&#8217;avrebbe attesa al varco.<br />
Cavalc&ograve; per parecchie ore ed infine giunse al villaggio, lo attravers&ograve; e si diresse verso l&#8217;approdo del traghetto, dove una piccola osteria accoglieva i viaggiatori che desideravano rifocillarsi prima di compiere la traversata.<br />
Not&ograve; che ad uno dei tavoli posti all&#8217; aperto sedevano due persone: una donna che aveva l&#8217;aspetto di una nobile dama ed un uomo che&nbsp; all&#8217;apparenza sembrava essere la sua guardia personale.<br />
Scese comunque da cavallo, lo leg&ograve; ad uno dei pali infissi davanti all&#8217; ostello e si accomod&ograve;, scegliendo un posto da cui potesse vedere la strada che portava al traghetto. Aveva fame e non c&#8217;era motivo per rimandare il pasto, chiam&ograve; l&#8217;oste che si rivel&ograve; essere un omino servile che si muoveva a scatti. Ordin&ograve; un piatto di stracotto di&nbsp; manzo con verdure ed un boccale di birra locale, intanto, senza darlo troppo a vedere, guardava l&#8217;uomo seduto accanto alla nobildonna. Probabilmente si trattava di un guerriero abituato a combattere, lo testimoniavano l&#8217;impugnatura lucida e consunta della spada ed il modo in cui sedeva, apparentemente rilassato ma con l&#8217;aria di chi &egrave; pronto a sguainare le armi e battersi in qualunque momento; decisamente la donna si era scelta una buona guardia del corpo.<br />
Mangi&ograve; con calma ed aveva appena finito quando la ragazza arriv&ograve;, la vide venire dal villaggio, zoppicava leggermente ed aveva l&#8217;aria esausta. Era vestita come un paggio ed i capelli erano tagliati corti ma non fece fatica a riconoscerla, anche in quelle condizioni, col viso sporco di polvere e l&#8217;espressione stravolta dalla fatica, era di una bellezza sconvolgente.<br />
Asher sospir&ograve; riflettendo che l&#8217;essere belli era sempre un problema, non si riusciva a passare inosservati; comunque ora c&#8217;erano troppi testimoni per poter agire, avrebbe accompagnato la ragazza sul traghetto e poi avrebbe atteso il momento opportuno.<br />
La fanciulla continu&ograve; ad avvicinarsi, probabilmente era affamata ed assetata, lui pens&ograve; di chiederle di accomodarsi al suo tavolo, magari poteva tentare di sembrarle amico. Ma c&#8217;era il rischio che il suo aspetto ed il suo volto dall&#8217;espressione dura la spaventassero, meglio non far nulla ed attendere.<br />
Improvvisamente successe qualcosa di assolutamente inaspettato. La dama si alz&ograve; in piedi indicando la ragazza e grid&ograve;: &ldquo;E&#8217; lei, la maledetta puttana, ammazzala Gandiar, tagliale la gola e gli dei ti daranno la ricompensa.&rdquo;.<br />
Molte cose accaddero in pochi istanti.<br />
La guardia si alz&ograve; di scatto impugnando la&nbsp; spada e la fanciulla lo guard&ograve; con orrore girandosi e cominciando a correre, ma inciamp&ograve; in un sasso e cadde rovinosamente.<br />
L&#8217;uomo grid&ograve; di gioia ma il suo urlo si trasform&ograve; in un rantolo di morte mentre fissava l&#8217;impugnatura di una daga&nbsp; che gli spuntava dal petto.<br />
Asher dopo aver lanciato la lama si era alzato rovesciando il tavolo e dirigendosi verso la fanciulla che cercava di rialzarsi e ricadeva con un grido di dolore stringendosi una caviglia con entrambe le mani.<br />
L&#8217;assassino fece per&ograve; appena in tempo a scartare di lato ed a girarsi evitando d&#8217;un soffio il pugnale della nobildonna, con un movimento fluido estrasse la spada e le fece compiere un breve arco, sollevando uno spruzzo di sangue dalla gola della dama che fece un paio di passi e si accasci&ograve; al suolo.<br />
Colla coda dell&#8217; occhio vide l&#8217;oste che gli si gettava addosso impugnando due corte spade, par&ograve; il suo primo affondo e&nbsp; per un lungo momento arretr&ograve; davanti alla gragnola di velocissimi colpi che l&#8217;ometto scaricava con il volto stravolto da un&#8217;ira feroce.<br />
Finse di incespicare e scopr&igrave; il fianco sinistro, il piccoletto ghign&ograve; e si slanci&ograve; in avanti finendo infilzato al ventre dalla spada prontamente rimessa in linea.<br />
Di colpo cal&ograve; un profondo silenzio, interrotto a tratti dai gemiti di dolore della ragazza che si era messa a sedere,&nbsp; Asher valut&ograve; che probabilmente si era slogata una caviglia.<br />
Le si avvicin&ograve; con calma standole di fronte e, toccandole la spalla con la punta insanguinata della spada, le disse:&rdquo;Hai qualcosa che non ti appartiene ragazzina, dammelo.&rdquo;.<br />
Lei alz&ograve; il viso rigato dalle lacrime, cerc&ograve; di trattenere i singhiozzi e rispose:&rdquo;Non posso, uccidimi pure, non posso infrangere il mio voto.&rdquo;.<br />
Lui pens&ograve; che non aveva mai visto degli occhi di quello strano color dell&#8217; oro e che a volte la vita era proprio una gran puttana e ti metteva in trappola quando meno te lo aspettavi.<br />
Alz&ograve; la spada e la port&ograve; dietro la schiena facendola ripassare nell&#8217;anello, poi si chin&ograve; e prese in braccio la fanciulla alzandola senza sforzo e dirigendosi verso la taverna.</p>
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