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	<title>Sproloqui e Deliri &#187; primo incarico</title>
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	<description>Lo zen ovvero l&#039;arte di essere sempre e comunque inconcludenti</description>
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		<title>Terza ed ultima parte</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 20:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Erano usciti dal rifugio e stavano scendendo ad un livello ancora inferiore, Eleas camminava veloce svoltando senza esitazione in tunnel sempre più stretti e male illuminati. Entrambi indossavano un casco con visore notturno e si erano armati, non portavano provviste o acqua, l’attacco doveva esser rapido e letale, non potevano fermarsi ad aspettare. Lynn aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano usciti dal rifugio e stavano scendendo ad un livello ancora  inferiore, Eleas camminava veloce svoltando senza esitazione in tunnel sempre più stretti e male illuminati.<br />
Entrambi indossavano un casco con visore notturno e si erano armati, non portavano provviste o acqua, l’attacco doveva esser rapido e letale, non potevano fermarsi ad aspettare.<br />
Lynn aveva scelto un paio di spade a  lama  dritta che portava  incrociate sulla schiena, fissate magneticamente ad  una piccola piastra sorretta da due cinghie che le si incrociavano tra i seni.<br />
Eleas aveva  un paio di strane armi che la  ragazza  non aveva mai visto, erano legate alla cintura e  fissate alle cosce, una per gamba.<br />
Sembravano dei picconi in miniatura, interamente in acciaio, con il manico che terminava con un lungo spuntone, lui le aveva chiamate “azze”.<br />
La  Cacciatrice aveva chiesto di portare anche laser  o armi da  fuoco ma  lui aveva rifiutato, le aveva spiegato che ormai nel sottosuolo si combatteva solo  con armi bianche, c’erano troppi psicocinetici che con la  loro mente potevano far inceppare ed esplodere armi complesse.<br />
E non potevano nemmeno usare esplosivi, lì nelle viscere di Sanctuary c’era il rischio di provocare veri e propri terremoti.<br />
Eleas si bloccò di colpo prima di una biforcazione, si tolse il casco invitando anche la ragazza a fare altrettanto: “Dopo un paio di  svolte c’ è un avamposto della  Loggia, dobbiamo farci riconoscere altrimenti ci attaccheranno.”.<br />
Avanzarono lentamente fino  a quando una voce ordinò  loro di fermarsi, quando ebbero eseguito una luce li accecò per un breve istante e sentirono esclamare.”Che gli dei mi dannino, la principessina! Venite avanti.”.<br />
Dopo pochi passi il condotto sbucò in una grotta occupata da un piccolo accampamento fortificato.<br />
Due Cacciatori in tenuta da battaglia vennero verso di loro, Lynn ne riconobbe uno, si chiamava Ilias, aveva qualche anno più di lei ed il suo maestro di scherma lo sovente chiamava perché le facesse da avversario. Ora la stava guardando con sospetto, quasi con odio: “Cosa  ci fai qui principessina?” le disse con scherno “Hai perduto il tuo dono vero? Bene, farai anche tu un po’  di lavoro sporco.”.<br />
Lynn si rese conto che quel ragazzo, che un tempo le era sembrato gentile, in realtà aveva odiato i suoi privilegi, voleva replicare ma Eleas avanzò e tese al Cacciatore una lettere sigillata.<br />
Lui la lesse e la sua espressione si fece via via più preoccupata, poi scattò sull’attenti e disse: ”Signore, il Venerabile in persona mi ordina  di eseguire ogni vostro ordine. Mi si dice anche che volete attaccare il palazzo reale, ecco, se permettete vorrei dirvi che sarebbe impossibile…”.<br />
“Calma  ragazzino” lo interruppe l’uomo “Andremo solo io e la  “principessina” , mi basta la sua protezione, voi resterete qui e continuerete i vostri turni di guardia.”.<br />
Il ragazzo si rilassò visibilmente  e si spostò lasciandoli passare, Lynn  lo fissò e vide che ora nei suoi  occhi c’era qualcosa  di simile al rispetto, si sentì stranamente orgogliosa.<br />
Imboccarono un altro condotto e la loro discesa continuò, in silenzio.<br />
Ad un cenno  dell’ uomo la ragazza  si fermò e lo ascoltò dire: “Stiamo per uscire nella  grande caverna  dove  hanno costruito la loro città. Andrai avanti tu, saremo in contatto mentale. Ricordati che ognuno  di noi percepirà anche le sensazioni dell’altro. Se  mi feriscono anche tu sentirai dolore e viceversa. Tu guarderai i futuri e sceglierai quello che ci permetterà di arrivare al palazzo e penetrare  nelle stanze della loro regina. Cercherai di evitare i combattimenti ma se ciò non fosse possibile allora ingaggeremo battaglia, sappi che io sono in grado di tenere sicuramente testa ad una mezza dozzina di loro. La posizione dell’obbiettivo la  vedrai sul tuo visore, invece nei futuri non vedrai me, anche con il mio sangue non puoi scorgermi, ma questo non ha  importanza.<br />
Ricordati  che nulla mi importa al di fuori della mia vendetta, se indietreggerai ti ucciderò  e continuerò da solo.”.<br />
Non attese la  risposta e si scostò lasciandola passare.<br />
La ragazza sbucò in una  caverna immensa, davanti a lei stava una grande città fortificata, pareva costruita su una piccola collina.  Grandi mura la circondavano ed  al centro si elevava una specie di castello con alte torri.<br />
La Cacciatrice abbassò la  visiera. Un sottile reticolo rosso si sovrappose alla sua visuale e una piccola freccia  iniziò a lampeggiare indicando una direzione.<br />
Lynn aprì il suo occhio interiore, scandagliò il futuro, osservò le possibilità e fece quello per cui era stata addestrata: scelse.<br />
Si mossero veloci, evitando i pochi mutaforma che si dirigevano verso la città. In qualche caso lo fecero  passando loro quasi accanto, poiché lei sapeva che non  si sarebbero voltati. Arrivarono ad una porta nelle mura ed  anche qui riuscirono a scivolare all’interno mentre le  guardie discutevano con una  bella ragazza. Lynn aveva visto che in nessuno dei futuri avrebbero  guardato verso di loro.<br />
Ora erano all’ interno, cominciarono a salire verso il palazzo, la ragazza sentiva la presenza di Eleas all’ interno della sua mente, provò a “chiamarlo” e percepì  la brusca risposta che la invitava a non distrarsi.<br />
Riuscirono ad  arrivare al  palazzo senza essere visti, la cacciatrice si fermò davanti all’ ingresso, due guardie stazionavano ai lati di un imponente portone. Per la prima  volta Lynn realizzò che non  si trattava di veri uomini, sembrava che due leopardi si fossero evoluti fino a diventare quasi umani. Rimaneva la  pelliccia e il viso era più simile ad un muso con le zanne che si intravedevano. Le mani sembravano normali e perfettamente in grado di usare le grandi asce che impugnavano appoggiandole ad una spalla. La ragazza  sapeva che i mutaforma si tramutavano parzialmente per avere la forza della belva e poter comunque utilizzare le armi. C’erano anche alcuni che  preferivano mutare completamente, specie quelli che potevano  diventare belve possenti appartenute al passato. Ripensò a quando avevano attraversato la  città, le immagini degli  abitanti le tornarono alla mente e si stupì della bellezza di alcune donne anche se parzialmente mutate.<br />
Ricordò anche i  ragazzini che  si rincorrevano in un vicolo, i genitori che li richiamavano perché l’ora era tarda, le risate che uscivano da una taverna. Per un istante pensò che quella  gente era felice poi le giunse dalla mente un ordine rabbioso, Eleas era impaziente di continuare.<br />
Stavolta la sua visione  le diceva che avrebbero dovuto combattere, mostrò il futuro all’uomo ed avanzarono. Una delle guardie sussultò mentre la punta di una delle  azze gli spaccava il cuore dopo aver forato la cotta di maglia che indossava. Il suo  rantolo  fece girare il suo compagno, la punta della seconda azza gli perforò un occhio e gli devastò il cervello.<br />
Ora erano dentro, si mossero veloci,  Lynn sceglieva un futuro e lo mostrava  ad  Eleas, poi entrambi lo trasformavano in presente. Si muovevano ripetendo movimenti già visti, uccidendo mentre l’allarme si diffondeva e i mutaforma cercavano di opporsi alla  morte che avanzava. Alcuni si armarono in fretta, limitandosi a gettare una cotta sopra alle vesti ed a impugnare le armi, altri mutarono completamente, il loro destino di morte fu comune.<br />
Lynn uccise per la prima  volta infilando una spada nel ventre di una donna-lupo, la rigirò come le aveva insegnato il suo maestro e poi la estrasse. Le viscere della sua avversaria uscirono facendola inciampare e lei ne approfittò per tagliarle la gola  mentre cadeva.<br />
Eleas combatteva con calma, quasi stesse addestrandosi in una palestra. Le azze colpivano forando di punta e schiantando ossa con la tozza lama a mezzaluna. Un uomo-leone lo ferì  alla spalla  con un fendente e Lynn gridò di dolore. Lui sembrò invece non far caso alla  ferita e colpì la tempia  dell’avversario con la lama, il muso bestiale si deformò ancor più  e si senti lo schiocco delle ossa del cranio che si frantumavano. Un uomo-lupo guardò sorpreso la punta della spada di Lynn che gli spuntava  dal petto, poi vomitò sangue  mentre cadeva sulle  ginocchia.<br />
Una campana cominciò a suonare a martello, Lynn  si guardò mentre assieme ad Eleas  saliva uno scalone ed entrava nella sala  del trono. L’uomo avanzò mentre lei chiudeva la  grande porta e la bloccava usando una delle  sue spade. Vicino al trono vide una mutaforma dalla pelliccia  nera ed oro, il muso simile  a quello di una tigre ed all’ improvviso la  visione svanì. Sentì la voce di Eleas: “Hai  assolto il tuo  compito ragazzina, ora  la vendetta è solo mia.”, capì che il negromante aveva  esteso anche a lei il suo potere, si tolse il casco ed  attese.</p>
<p>La  donna-tigre indossava una corta  cotta di maglia  nera, ampi pantaloni neri e bassi stivali, con la sinistra impugnava  una daga  e con la destra  una spada.<br />
Scese lentamente i gradini davanti al trono e fronteggiò l’uomo che lentamente si levò il casco.<br />
“Tu!” esclamò la regina “credevo fossi morto.”.<br />
“Ho fatto un patto con l’inferno Myriam.” fu la calma  risposta “Mi accoglieranno solo dopo che avrò avuto la mia vendetta”.<br />
Il nome pronunciato dall’uomo rimbombò nella mente di Lynn, conosceva quella donna, il ricordo cominciò ad affiorare.<br />
“Come  hai fatto a…” iniziò a dire la regina, si interruppe e riprese con un tono triste “Capisco, quella ragazzina è una Veggente e tu hai venduto la tua anima. Ora sei qui per uccidermi, la vendetta è un tuo diritto ma non sarà facile come credi.”.<br />
“Mi hai tolto le due sole persone che amavo,” le rispose “mia moglie, mia figlia. Quando giacevo a terra  soffocando nel mio stesso  sangue ho giurato che mi sarei vendicato, ho dato la mia anima in cambio della possibilità  di incontrarti ancora una volta, faccia a faccia.”.<br />
La regina  chinò il capo e  Lynn, stupefatta, pensò  che si sarebbe fatta uccidere senza combattere.<br />
Ma il momento passò e Myriam alzò le  lame dicendo: “Devo combattere, il mio popolo ha  bisogno di me.”.<br />
Eleas sorrise e disse: “Il tuo popolo è sempre stato il tuo unico amore Myriam, non mi aspettavo certo che tu fossi cambiata.” e si lanciò all’attacco.<br />
La ragazza li vide scontrasi con ferocia, capì che  erano entrambi grandi guerrieri, ma vide che la bilancia pendeva a favore di Eleas. L’uomo sferrava  potenti colpi con le sue azze incalzando l’avversaria che si trovò ad indietreggiare, quando alzò la daga  per parare un fendente  la lama si spezzò.<br />
Lynn pensò che per lei fosse finita  quando la  vide sbilanciarsi in avanti e  tentare un disperato affondo.<br />
Eleas allargò le braccia e  la punta della spada gli affondò  nel petto, Myriam ruggì  sorpresa e tentò di estrarla, ma lui le afferrò il polso e la tirò verso di sé, così facendo la  lama lo trapassò spuntando dalla schiena.<br />
Una terribile sofferenza invase la ragazza che cadde carponi urlando, poi il dolore diminuì,  vide che l’uomo si era inginocchiato chinando la testa e  la donna faceva altrettanto cercando di sorreggerlo e ripetendo  con voce rotta:”Perche?”.<br />
Eleas rialzò il capo  e parlò  con fatica:”Ti ho sempre amata fin dalla prima  volta.”.<br />
Myriam singhiozzò e mutò riacquistando la forma umana.<br />
Erano passati più  di sedici  anni  ma Lynn la riconobbe ed il ricordo affiorò  potente.</p>
<p><em>Rivide la sera in cui era tornata a casa, accompagnata da alcuni mutaforma che avevano ritrovato  la  giovane regina fuggita per amore, svelandole chi era e cosa aveva fatto suo marito. La terribile ira che l’aveva  portata a ferirlo mortalmente ed a uccidere la loro figlia appena  nata.</em></p>
<p>“Sei bellissima”  sussurrò Eleas e sorrise.<br />
“Non parlare” gli disse lei accarezzandogli una  guancia “Chiamerò il mio guaritore e…”.<br />
“La ragazza” la interruppe con la voce che  si spegneva “Lo costretta io,  non aveva scelta. Se nostra figlia fosse viva avrebbe la sua età.”.<br />
Cercò ancora di parlare ma non ci riuscì, chinò la testa e morì.<br />
La regina lo abbracciò in silenzio.<br />
La porta cadde sotto i colpi delle asce delle guardie di palazzo che sciamarono all’ interno, videro Lynn che si rialzava a fatica e l’attaccarono.<br />
“No!” il grido imperioso della  loro sovrana li immobilizzò un attimo prima che le loro asce facessero a pezzi il corpo della ragazza.<br />
Seguì un lungo silenzio, Myriam distese delicatamente a terra il corpo di Eleas, tolse la spada e gli tenne le  mani per alcuni minuti  per poi incrociargliele sul petto.<br />
Si  alzò e si diresse verso la ragazza, le guardie che la circondavano si spostarono in silenzio lasciandola passare.<br />
Lynn aveva chinato il capo, improvvisamente sentì una mano appoggiarsi sotto il suo mento rialzandolo, e si trovò  a fissare gli occhi della sovrana.<br />
Lo sguardo era freddo e deciso, anche la voce era piena d’autorità quando disse: “ Due di voi scorteranno la ragazza fino all’avamposto della  sua gente, nessuno deve farle del male.”.<br />
“Io, io” balbettò Lynn “non capisco, voleva vendicarsi, percepivo il suo odio io….”.<br />
“Lo ha fatto bambina” la interruppe la regina “Ha avuto la sua vendetta. Odio e amore sono le facce di una stessa medaglia. Ora vattene.”.<br />
La ragazza vide una lacrima scendere lungo la guancia della mutaforma e comprese. Quando una guardia la prese per il braccio la seguì  senza voltarsi indietro.</p>
<p>Ritornò alla vecchia metropolitana accompagnata da Ilias, il vagone rimase deserto fino al capolinea.<br />
Quando salì sulla nuova-metro i passeggeri la guardarono impauriti e un bambino strillò di terrore. Dopo pochi minuti arrivarono un paio di Cacciatori, lei disse chi era, e loro insistettero gentilmente perché li seguisse in un vagone vuoto. Lei obbedì, sapeva che il suo aspetto non doveva essere dei migliori, anche se il sangue ormai si era seccato e non riluceva più.<br />
Quando arrivò alla stazione da cui era partita il giorno prima i suoi due accompagnatori la lasciarono al marciapiede mobile che portava alla sede della Loggia e se ne andarono.<br />
Lynn rimase immobile a guardare le grandi ziggurat che cominciavano a stagliarsi in tutta la loro imponenza, illuminate dal primo chiarore dell’alba.<br />
Ricordò l’ultimo sorriso sul volto di Eleas, pensò che fosse uguale a quello del ragazzo nella foto che aveva lasciato nel cassetto della  sua scrivania.<br />
Dopo alcuni minuti si girò e ritornò alla stazione.<br />
Quando scese dal vagone della vecchia metro il sole era ormai alto nel cielo, lei sapeva che non avrebbe più rivisto la sua luce.</p>
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		<title>Seconda parte</title>
		<link>http://www.valberici.eu/archives/1053</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 12:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di colpo Lynn capì che era in pericolo, la paura le scese lungo la schiena come una serpe di ghiaccio. Sapeva che sarebbe stata sopraffatta, diede un rapido sguardo alle spalle e vide che alcuni bambini l’avevano aggirata e bloccavano le scale. Fece ricorso al suo dono ma ancora una volta non riuscì a vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di colpo Lynn capì che era  in pericolo, la paura le scese lungo la  schiena come una serpe di ghiaccio. Sapeva che sarebbe stata  sopraffatta, diede un rapido sguardo alle spalle e vide che alcuni bambini l’avevano aggirata e bloccavano le scale.<br />
Fece ricorso al suo dono ma ancora una volta non riuscì a vedere oltre l’oscurità, la disperazione l’invase.<br />
Estrasse i coltelli che  portava fissati agli avambracci, i bambini risero pregustando il combattimento. Lynn  decise che avrebbe tentato di salire la scala, si sarebbe girata di scatto e se fosse riuscita ad a aprirsi un varco con i coltelli forse sarebbe riuscita a fuggire. L’adrenalina salì e la Cacciatrice contrasse i muscoli, ma  improvvisamente  il biondino cominciò ad arretrare, il sorriso sostituito da una smorfia di paura, rinfoderò il coltello, si voltò e fuggì verso l’oscurità del tunnel, seguito dai suoi compagni.<br />
Lynn  si girò lentamente rannicchiandosi su se stessa ed alzando i coltelli in posizione di difesa, chi o cosa era riuscito a terrorizzare  quei piccoli mostri doveva essere molto pericoloso.<br />
Dalla  scala stava scendendo una figura avvolta in un lungo mantello nero, il volto nascosto da un ampio cappuccio. “Chi sei?” chiese la  ragazza con la voce arrochita dalla paura  e dalla tensione. Una mano coperta da un guanto uscì dal mantello ed abbassò il cappuccio rivelando il volto di un uomo di mezza età. Una sottile cicatrice partiva dal sopracciglio sinistro, attraversava il naso e terminava all’angolo della bocca, rialzandolo e dando l’idea di un sorriso di scherno. I capelli, tagliati corti, forse un tempo erano stati neri ma ora il bianco aveva  preso il sopravvento.<br />
Lynn rabbrividì quando incrociò il suo sguardo, l’azzurro cupo degli occhi era freddo e privo di vita.<br />
Con una voce bassa e profonda l’uomo pronunciò il codice, si avvicinò e le porse una busta chiusa col sigillo del Venerabile Capocaccia. La ragazza rinfoderò i coltelli e la prese con mano tremante, l’aprì e lesse il foglio, sbiancò in volto,  stette per un lungo momento immobile poi alzò la testa dicendo: “Chi siete voi?  Questa lettera è stata scritta dal Venerabile in persona e dice che io vi appartengo. Dice che devo fare tutto quello che mi direte e che anche la mia vita è nelle vostre mani. Questo è impossibile. Io… io non capisco.  Nessuno può avere l’autorità di chiedere alla Loggia un tale favore…io…”.<br />
L’uomo la interruppe con una brusca domanda: “Quanto avanti riesci a vedere nel futuro?”.<br />
“Dieci minuti” rispose lei meccanicamente.<br />
Lui annuì, soddisfatto: “Dimmi cosa vedi ora”.<br />
Lei aprì il suo occhio interiore e cercò di vedere la molteplicità dei suoi futuri che si ramificavano dal presente. Vide solo una fitta tenebra. Sussultò impaurita, credette di aver ormai perso il dono, da quando aveva parlato col Venerabile la sua visione si era ridotta sempre più, bloccata da un’ oscurità sempre più  vicina sempre più…<br />
La comprensione di quanto stava accadendo le arrivò di colpo e la fece esclamare: “Siete voi! Voi bloccate la mia visione! Solo un Negromante può farlo. Voi siete maledetto, avete venduto la vostra anima al dio dell’ oscurità.”.<br />
La Cacciatrice ricordava ora le prime lezioni dei suoi maestri, quando la mettevano in guardia dal potere degli Stregoni e dei Negromanti. Adesso scopriva che la Loggia  l’aveva venduta ad uno di loro, le sembrò che il mondo andasse in frantumi, la gioia  che aveva provato quella mattina quando si era svegliata era ormai sostituita da una  cupa disperazione.<br />
Sentì la fredda risata dell’ uomo e la sua voce profonda: “Non è un dio che governa l’oscurità, ragazzina. E’ una  dea ed è a lei che ho ceduto la mia anima, ad Ashare la crudele. Ma questo non deve interessarti ragazzina. Tu mi servi per portare a termina  la mia vendetta. Stanotte ucciderò la regina dei mutaforma.”.<br />
Lynn pensò che quell’uomo era  pazzo, nessuno poteva avvicinarsi alla fortezza del nemico e sopravvivere, anche loro avevano veggenti che possedevano il dono.<br />
Sembrò che lui le leggesse  nella mente: “Io farò da schermo accecandoli e tu mi indicherai il futuro che  mi permetterà di vendicarmi. Ora seguimi, andiamo al mio rifugio.”.<br />
Si girò e cominciò a salire le scale, Lynn lo seguì stancamente, privata del suo dono, venduta come una schiava, ormai si sentiva perduta. Pensò a Eleas, sicura che lui non avrebbe permesso tutto questo, si sarebbe ribellato, avrebbe combattuto, ma lei si sentiva impotente, la schiava  di un Negromante senz’anima.<br />
Uscirono dalla metropolitana in una vasta piazza circondata da alti palazzi di pietra  grigia. La Cacciatrice si stupì della quantità di persone che la  affollavano, aveva sempre creduto che nella  vecchia  città ci fossero ormai solo mostri e pochi degenerati. Invece ora scopriva un umanità indaffarata e vitale. Notò che alcuni si scostavano al  passaggio del suo nuovo padrone, probabilmente sapevano chi era e ne avevano paura. Guardò in alto e non riuscì a vedere altro se non una diffusa luce che sembrava attraversare uno strato di nubi. Sapeva che si trovavano al di sotto della nuova Sanctuary e fu sorpresa dell’ immensa altezza che doveva avere il soffitto di quella città sotterranea.<br />
Attraversarono la piazza ed entrarono in mezzo agli edifici. L’uomo percorse un buon tratto del corso principale, poi svoltò in una strada secondaria, dopo poco risvoltò in uno stretto vicolo scarsamente illuminato. I muri dei palazzi erano così vicini che la luce stentava a penetrare dall’ alto. Si fermarono davanti ad un piccola porta arrugginita. L’uomo la toccò borbottando parole incomprensibili ed essa si aprì, entrarono e quando si richiuse furono avvolti dall’oscurità.<br />
Lynn sentì un secco scatto metallico ed ebbe l’impressione di precipitare, diede un piccolo grido e cercò un appiglio,  le sue mani strinsero la stoffa del mantello.<br />
“Siamo su una piattaforma  e stiamo scendendo” le disse l’uomo “ I mutaforma vivono in quelle che un tempo furono le fogne di Sanctuary. La Loggia li ha costretti a nascondersi ed essi  hanno creato una loro città nelle viscere più profonde della  megalopoli.<br />
La piattaforma rallentò e si fermò con un breve stridio metallico, davanti a loro si aprì una piccola porta ed entrarono in un grande salone illuminato.<br />
Lynn capì che quello era il luogo in cui l’uomo viveva, in un angolo scorse un letto sfatto, una parete era letteralmente ricoperta di armi bianche, contro un&#8217;altra erano addossati grandi armadi metallici. Su un paio di grandi tavoli erano sistemati libri e strani alambicchi, casse e bauli erano sparsi ovunque. Non ebbe il tempo di osservare ogni cosa  perché l’uomo si tolse il mantello, l’afferrò per un braccio e la portò in un angolo della stanza. Sul pavimento era disegnato un grande pentacolo e lui le disse di sistemarsi al centro.<br />
La ragazza obbedì passivamente, per un momento pensò  che l’avrebbe sacrificata uccidendola, poiché  si era accostato ad un tavolo ed aveva preso un coltello  con la  lama  ricurva.<br />
Si sentì stranamente calma, osservò quasi con distacco  il Negromante che rimboccava una  manica della  veste nera che indossava. Lo vide avvicinarsi e ascoltò le sue parole.<br />
“Scopri l’avambraccio sinistro” le ordinò.<br />
Lei eseguì, slacciò il fodero del  coltello e lo lasciò cadere.<br />
L’uomo si  avvicinò, le prese il polso e con il coltello le fece un piccolo taglio, fece lo stesso su di sé e disse:”Ora il tuo sangue si unirà al mio, in questo modo la tua visione non sarà più ostacolata. Devo avvertirti che anche alcuni dei nostri ricordi saranno condivisi, non c’è modo di evitarlo.”.<br />
Con mossa rapida fece combaciare la sua ferita con quella  della ragazza, nello stesso momento urlò un invocazione.</p>
<p><em>Vide il suo addestratore invitarla a prendere la spada ed a combattere. Lynn non capiva come mai era tornata indietro nel tempo, quando ancora era una recluta. La spada del sottufficiale la colpì sulla tempia di piatto e le sembrò che la testa le scoppiasse per il dolore. Non capiva. Perchè le facevano del male? Lei era una ragazza speciale. Lei…no, non era lei…quelli erano i ricordi dell’uomo, li stava rivivendo. Era come vedere un film e nello stesso tempo farne parte. Il negromante era appartenuto alla Loggia, ma il suo addestramento era stato molto più duro.<br />
Lui/lei sarebbe diventato un vero cacciatore, un assassino.<br />
Sentì che qualcuno lo/la  chiamava, sapeva chi era, un amico, un compagno, la sua voce: “Eleas, lo hai battuto! Hai battuto l’addestratore!”.<br />
Urlò di rabbia…lei/lui non poteva essere il suo eroe, non lui, non poteva essere diventato…<br />
Sprofondò ancora di più nei ricordi.<br />
Sapeva di essere abile con le due spade. Uccideva. Affrontò il suo primo combattimento, l’ essere gli piombò addosso con le fauci spalancate, lo colpì al collo…sentì il gusto del sangue spruzzato sulla sua bocca.<br />
I suoi stessi compagni lo temevano. Uccideva perché era ciò che sapeva fare meglio.<br />
Trafisse la creatura ricoperta di pelliccia, lei cercò di morderlo,  disperatamente. La guardò, era simile ad una donna, solo parzialmente mutata. Lo stava pregando, non capiva perché. Afferrò il piccolo nella culla e gli tagliò la gola, la progenie del nemico non doveva sopravvivere. La femmina  ululò di dolore, lui la decapitò, non gli piaceva  che soffrissero più del dovuto.<br />
Continuò ad uccidere, ebbe il comando, cacciò le bestie fin nelle viscere della città. Il suo potere crebbe e l’odio del nemico divampò.<br />
Un volto, una ragazza. Capelli fulvi, occhi verdi.<br />
Una stanza…l’odore dei corpi dopo l’accoppiamento…le parole…”Per sempre”.<br />
Frammenti di felicità…il pianto di una bambina…una casa in mezzo ad un prato fiorito.<br />
I mostri lo/la trovano, era stato/a tradito/a…la vita lo stava  abbandonando…sua figlia…la tigre-donna che ringhiava “Uccidetela!” …il giuramento alla  dea dell’ oscurità in cambio della vendetta…..<br />
</em><br />
Lynn riaprì gli occhi  ansimando,  si accorse di essere in ginocchio, alzò lo sguardo e vide Eleas.<br />
“Hanno ucciso la tua famiglia. ” disse  con voce rotta “Ma tu li avevi quasi sterminati…oh dei misericordiosi io non sapevo che la Loggia facesse questo. I bambini che hai ucciso erano innocenti, non avevano colpa. Perché?”.<br />
Non sentì se ci fu una risposta, le forze le mancarono di colpo e svenne.</p>
<p>Si risvegliò sentendo un dolore acuto al braccio, non riusciva a capire perché le coperte erano di colore marrone, lei amava l’azzurro. Si accorse di essere completamente vestita, il dolore stava aumentando, si girò su un fianco e gridò, un uomo completamente nudo stava venendo verso di lei.<br />
“Sei svenuta per lo shock dovuto alla breve unione delle nostre menti.” le disse con tono duro e sbrigativo “TI ho iniettato un cocktail di stimolanti e psicodroghe, non influiranno sul tuo dono e miglioreranno i tuoi riflessi. Alzati e  vieni con me, dobbiamo prepararci, sta per cominciare quella che ancora chiamano notte, qui nell’abisso.”:<br />
Al suono di quella voce Lynn ricordò, si alzò da quel  letto che non le apparteneva e lo  seguì. Le girava un po’ la testa e piccoli frammenti della vita di Eleas emergevano dalla sua memoria, interrompendo i suoi pensieri. Cercò di concentrarsi guardando il suo nuovo padrone, fu un errore perché quello che vide le portò il ricordo del dolore che aveva  condiviso. Il corpo del Negromante era asciutto e muscoloso ma lunghe cicatrici frastagliate attraversavano la schiena e il petto. Il braccio sinistro era artificiale, costruito con un metallo che la ragazza non riconobbe. Intanto erano giunti davanti ad uno  degli armadi, Eleas lo aprì e prese dal suo interno degli indumenti. “Spogliati e indossa questi” le disse “E’ una tuta tessuta con fibra aramidica e plastacciaio, gli stivali sono rinforzati con innesti metallici. Ti proteggerà dalle lame  più  sottili e dagli artigli più deboli.”.<br />
Quando vide che la ragazza lo guardava stupita non cambiò tono di voce ma il suo sguardo si indurì maggiormente :” Vedi di sbrigarti ragazzina, credi che mi importi qualcosa di vederti senza vestiti? Dovresti essere  abituata a indossare tute da battaglia, o il tuo dono ti ha fatto vivere nel lusso e nella pigrizia?”, detto questo cominciò a vestirsi prendendo dall’armadio un altro completo da combattimento.<br />
Lynn arrossì e per la prima volta sentì la rabbia che l’invadeva, cominciò a spogliarsi e  replicò: “Io so combattere! Tu invece cosa sai fare? Sai solo uccidere bambini ed ora vuoi vendicarti perché hanno ucciso tua figlia. Quante figlie hai ucciso tu?”. Si interruppe di colpo vedendo che Eleas si era immobilizzato, un  pensiero le attraversò  la testa: ‘ora mi ucciderà’.<br />
L’ uomo si girò lentamente verso di lei e le lanciò una penetrante occhiata, poi sorrise ferocemente e disse: “Bene, finalmente un po’ di fuoco, forse potresti anche essermi utile se ci sarà da combattere.”.<br />
Lynn ricordò  qual’era la loro missione e una domanda le sfuggì: “Ma quando ti sarai vendicato come faremo a tornare?”. Il Negromante le rispose con una fredda risata.</p>
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		<title>Ed ecco la prima parte</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 20:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valberici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[del racconto che ho scritto per il concorso Sanctuary. Il titolo è: Primo incarico La luce dell’ alba entrava dalla finestra mostrando particelle di polvere intente a danzare al ritmo di una musica ignota. Lynn era già sveglia quando il trillo del suo computer riempì il silenzio della sua camera, seguito da una morbida voce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>del racconto che ho scritto per il concorso Sanctuary.<br />
Il titolo è:</p>
<h4>Primo incarico</h4>
<p>La luce dell’ alba entrava dalla finestra mostrando particelle di polvere intente a danzare al ritmo di una musica ignota.<br />
Lynn era già sveglia quando il trillo del suo computer riempì il silenzio della sua camera, seguito da una morbida voce  cibernetica: “Buongiorno Lynn, oggi ti ricordo l’appuntamento col tuo supervisore alle otto punto zero”.<br />
La ragazza sorrise pensando che non avrebbe certo potuto dimenticarselo, finalmente avrebbe avuto il suo primo incarico e, cosa più importante, lo avrebbe avuto prima di compiere diciassette anni.<br />
Si alzò da letto stiracchiandosi ed entrò nel piccolo bagno annesso alla stanza. Aprì il rubinetto del minuscolo lavandino e si lavò la faccia, poi si osservò nello specchio. Vide una ragazza con una gran massa di capelli rosso cupo  arruffati, un paio di occhi color verde scuro ed un naso forse un po’ troppo grande. Fece una smorfia arricciando le labbra e  cominciò a domare la sua chioma. Lottò per qualche minuto ma riuscì a raccogliere i capelli in una treccia, si lavò i denti, meditò per qualche minuto seduta sul  gabinetto ed infine iniziò a vestirsi.<br />
Mentre sceglieva la sua uniforme migliore pensò ancora una volta a quanto fosse stata fortunata ad essere scelta dalla Loggia ed a vivere nella grande megalopoli.<br />
Un tempo la  città di Sanctuary era  solo un  immenso agglomerato di case e palazzi, la Loggia era  una piccola setta ed il nemico viveva apertamente in mezzo  agli uomini, ma le cose erano a poco a poco cambiate.<br />
La  vecchia cittadina si era trasformata nelle fondamenta della nuova megalopoli, immense ziggurat erano sorte e le grandi corporazioni ne avevano preso possesso. Su tutte le costruzioni svettava la grande Torre, un immenso monolite che ospitava al suo interno la Loggia. La base era costituita da una tozza piramide esagonale larga centinaia di chilometri, al suo interno erano ospitate le truppe di basso rango, gli inservienti, i grandi generatori al plasma e il complesso dei magazzini e delle serre idroponiche. Su di essa si ergeva una torre pentagonale che pareva toccare il cielo, la  residenza delle  truppe d’elite e dei Cacciatori. In cima risiedeva il Venerabile Capocaccia, supremo comandante della Loggia.<br />
Lynn era fiera di appartenere a chi  difendeva la purezza della razza e combatteva il nemico.<br />
Abbottonò il rigido colletto della giacca color vinaccia che, abbinata a  pantaloni dello stesso colore ed ad alti stivali neri, costituiva la  divisa del Cacciatore.<br />
Normalmente la ragazza avrebbe dovuto dormire in una delle grandi camerate assieme ai suoi compagni  Cacciatori, una stanza singola era un privilegio degli ufficiali superiori.<br />
Ma lei era speciale: possedeva il dono.<br />
Un sottufficiale lo aveva scoperto dopo il primo anno del durissimo addestramento.<br />
Lynn era felice di poter essere ancora più utile alla  causa ma, allo stesso tempo, si rammaricava di aver dovuto abbandonare i suoi compagni. Capiva di essere un bene prezioso, che non poteva correre rischi,  però sapeva che le sarebbe per sempre stata vietata la prima linea.<br />
Una come lei non avrebbe mai combattuto direttamente col nemico, non avrebbe sostenuto epici scontri nelle viscere della megalopoli contro i mutaforma, i mutantropi e le altre progenie del demonio.<br />
Prima di uscire Lynn guardò l’ologramma  accanto al letto,  rappresentava  un giovane dai capelli neri  e penetranti occhi azzurro cupo. Quello era l’uomo che lei ammirava, il comandante Eleas, il più grande Cacciatore che fosse mai esistito, un simbolo di coraggio e forza per tutta la Loggia.<br />
Lei conosceva a memoria tutta la sua vita, sapeva che quarant’ anni prima era stato reclutato all’ età di otto anni, dopo che la  sua famiglia era stata sterminata da un gruppo di mutaforma.<br />
Fin da subito era stato chiaro che sarebbe diventato uno straordinario guerriero ed ebbe il suo primo incarico a soli sedici anni. Assieme a due compagni anziani fu attirato in un vecchio condotto della fogna, dove vivevano dozzine di mutantropi. Ritornò solo, coperto di sangue, ferito. Si diceva  che  avesse ucciso un centinaio di mostri e che gli altri fossero fuggiti.<br />
Lynn pensava che quella fosse solo una leggenda ma non lo erano i successi che vennero dopo, la sua quasi sovrumana abilità nell’ usare le due spade che  costituivano il suo armamento.<br />
E non era leggenda nemmeno la sua morte, ucciso mentre tentava  di difendere la moglie e la  figlia, anch’ essi barbaramente trucidati.  Si diceva che un traditore avesse permesso alla blasfema  regina  dei mutaforma  di conoscere dove vivesse la  sua famiglia.<br />
La ragazza si sentì commuovere ripensando alla terribile morte di Eleas, se ci fosse stata lei non avrebbe permesso che lo uccidessero.<br />
Lynn si avvicinò alla scrivania e da un piccolo cassetto estrasse una foto, in essa si vedeva un ragazzo, con un gran ciuffo di capelli neri, che sorrideva.<br />
Era un Eleas diverso, senza l’aria tremendamente seria delle foto ufficiali, sembrava divertirsi, forse era addirittura felice.<br />
Aveva speso molto per quell’ immagine, chi gliela aveva venduta aveva assicurato che era originale, lei ogni tanto ne dubitava tuttavia  le piaceva lo stesso guardarla.<br />
Non l’ avrebbe mai confessato a nessuno ma era  innamorata di quel ragazzo, morto ormai  da  sedici anni.<br />
Sospirò, ripose la  foto, uscì, si diresse verso la  fine del lungo corridoio e prese l’ascensore che  la portò una ventina di piani più in alto.<br />
Dirigendosi verso l’ufficio del suo supervisore rimase sorpresa quando lo vide venirle incontro, per un momento temette di essere in ritardo, ma quando notò che l’anziano ufficiale era pallido e sconvolto capì che era successo qualcosa di straordinario. Pensò di servirsi del suo dono per scoprire di cosa si trattasse ma la disciplina ebbe la meglio e si limitò a fermarsi ed ad ascoltare il capitano Paulson che le diceva: “Cacciatrice Lynn, il Venerabile Capocaccia intende assegnarle personalmente l’incarico. Deve seguirmi immediatamente, non dobbiamo assolutamente farlo attendere.”.<br />
La ragazza non ebbe il tempo di replicare perché il suo supervisore si stava già  dirigendo a grandi passi verso l’ascensore, lo  seguì, eccitata e preoccupata  al tempo stesso.<br />
Mentre salivano riflettè  che probabilmente si sarebbe trattato di un incarico molto importante, forse l’avrebbero assegnata allo stato maggiore, forse avrebbe servito lo stesso Venerabile Capocaccia.<br />
Si ritrovò a sperare che ci fosse in programma una Grande Caccia e che le  fosse ordinato di prendervi parte, utilizzando il suo talento per dirigere  le truppe.<br />
Fu riscossa dal suo sogno ad occhi aperti dal  secco richiamo del capitano che la invitava a seguirlo.<br />
Erano all’ultimo piano servito dall’ ascensore, la sommità della Torre poteva essere raggiunta  solo utilizzando una  stretta scala presidiata  da alcuni soldati pesantemente armati.<br />
Il suo supervisore si fermò e la invitò a salire dicendo: “Il Venerabile vuole  vederti da  sola, ti dirà lui cosa devi fare. Ti auguro buona fortuna, è un grande onore iniziare in questo modo.”, poi si girò e se ne andò lasciandola in compagnia  delle guardie, una di loro gli fece cenno di salire.<br />
In cima alla scala una stretta porta le permise di entrare in una stanza che per un attimo le tolse il fiato. Si trovava  sulla sommità della Torre, in un grande salone dalle pareti trasparenti, attraverso le quali si scorgevano piccole nubi e l’intenso azzurro del cielo.<br />
Al centro c’era un grande tavolo rotondo, accanto ad esso un uomo seduto su una sedia munita di un paio di grandi ruote. Avvicinandosi riconobbe l’anziano Venerabile Capocaccia e vide che la sedia era in realtà un piccolo veicolo. Lynn sapeva che l’uomo  aveva perso le gambe in  uno scontro col nemico.<br />
Quando fu  ad un paio di metri la Cacciatrice si irrigidì sull’attenti ed aprì la  bocca  per presentarsi ma fu interrotta da un  benevolo gesto e dalle parole del vecchio: “Non perdiamo tempo in  convenevoli. Prendi  la busta  sul tavolo, in essa c’è scritto quello che dovrai fare. Voglio che tu la  apra solo quando sarai uscita dalla Torre.”.<br />
Lynn prese la  busta e aspettò di essere congedata, ma  il Venerabile la guardò intensamente per alcuni minuti poi disse. “Cacciatrice Lynn, voglio che usi il tuo talento e mi dici quello che vedi, in ogni suo aspetto e possibilità.”.<br />
Lei eseguì l’ordine aprendo il suo “terzo occhio” e rimase a bocca  aperta,  scossa e spaventata.<br />
“Dunque e vero” sussurrò il vecchio poi alzò la voce e disse “Non importa, non voglio sapere, ora vai ed  esegui quanto ti è stato ordinato.”.<br />
Lynn salutò macchinalmente, scese la scala, prese l’ascensore e cominciò la lunga  discesa. Cercò di mantenersi calma ma la sua mente era in subbuglio, per la prima volta la sua “visione” era stata bloccata da qualcosa.<br />
Uscì dalla Torre e lacerò la  busta, impaziente, iniziando subito a leggere.<br />
Quello che doveva fare era piuttosto semplice,  doveva recarsi nella città vecchia, davanti all’antico municipio cittadino. Non doveva  portare armi e  si sarebbe servita dell’antica linea metropolitana. Una  volta arrivata un uomo l’avrebbe avvicinata pronunciando il codice che era scritto in fondo alle istruzioni poi le avrebbe  detto cosa doveva fare.<br />
La  ragazza salì su un marciapiede mobile, rispettosamente salutata da alcuni cittadini che si scostarono per lasciarle spazio. Era sconcertata, non riusciva a capire che tipo di incarico poteva svolgere nella città vecchia.  Comunque ben presto la disciplina e l’addestramento presero il sopravvento, si impose di ragionare con calma e di analizzare la situazione.<br />
Decise che avrebbe tenuto i due sottili coltelli fissati ai suoi avambracci, anche se non credeva di correre rischi. Non aveva seguito il normale addestramento ma sapeva usare bene le armi, si allenava un paio di ore al giorno. Mentre  saliva  sulla nuova-metro cominciava ad essere più sicura. Probabilmente era un incarico segreto  presso una delle Corporazioni,  non era insolito che la Loggia prestasse qualcuno dei suoi cacciatori, il commercio andava difeso.<br />
Arrivò all’ultima stazione e si diresse a passo spedito verso l’ingresso della vecchia metropolitana, scese una ripida  scalinata e si trovò nella vecchia città.<br />
La stazione era sudicia e male illuminata, un vecchio treno arrivò sferragliando, si fermò con un gran  stridio dei freni e le porte si aprirono sbattendo rumorosamente.<br />
Salì in un vagone deserto e riuscì ad  afferrare un sedile appena in tempo per evitare di  cadere  a causa della brusca partenza. Si sedette, osservò la mappa appesa sopra un finestrino e le parve di capire che sarebbe dovuta scendere dopo una decina di fermate.<br />
Rimase sola coi suoi pensieri mentre il treno si immergeva nell’ oscurità delle gallerie, interrotta brevemente dalle soste in stazioni vuote, illuminate da tremolanti luci fluorescenti.<br />
Alla penultima fermata salirono due ragazzini stranamente abbigliati, le parve che avessero indossato vestiti troppo larghi, come se avessero saccheggiato l’armadio dei genitori.<br />
Uno di loro le si avvicinò e le  rivolse la parola domandando:” Sei una del popolo di sopra?”.<br />
Lynn non capì bene la domanda e rimase interdetta, stupita dal tono diretto e dalla mancanza di rispetto. Ad una Cacciatrice la gente si rivolgeva sempre con timore ed ossequio, quel ragazzino non doveva aver capito davanti a chi si trovava. Si preparò a spiegargli chi era ma l’altro non attese, si rivolse al suo compagno ridendo: “Ehi Gart, questa deve venire davvero da sopra, non sa nemmeno parlare.”.  “Aahah” sghignazzò l’altro ragazzo in risposta “ i cittadini se la mangeranno viva e magari prima si divertiranno un po’. Peccato che abbiamo altro da fare, sarà stupida ma mi piace il colore dei suoi capelli.” . Risero entrambi di gusto,  aprirono lo sportello tra i vagoni e se ne andarono.<br />
Lynn ribollì di rabbia e si alzò, rossa in volto, voleva raggiungerli e dire loro chi era ma il treno si fermò e lei si ricordò che doveva scendere.<br />
Anche questa stazione era deserta e la ragazza sentì il rumore dei suoi tacchi rimbombare sotto la volta a botte. Provò uno strano senso di inquietudine mentre si dirigeva verso le scale che conducevano all’ uscita, le sembrava che qualcuno la  stesse osservando.<br />
Si guardò intorno, il marciapiede era deserto ma le parve di vedere un luccichio nell’ oscurità della galleria. Affrettò il passo, raggiunse l’inizio della scalinata e si fermò al suono di una voce raschiante: “Sei tu una donna benedetta dal nostro dio Ozimandia? Se lo sei dicci le parole o preparati all’ offerta.”.<br />
Si girò  di scatto, impaurita, ma si calmò quando vide che davanti a lei c’era un gruppo di bambini vestiti di stracci colorati. Erano una ventina, alcuni si stavano ancora arrampicando sul marciapiede, la Cacciatrice capì che venivano dal tunnel. Chi aveva  parlato era un bimbetto biondo col viso sporco di fuliggine, Lynn pensò che non doveva avere più di otto anni. Decise che sarebbe stata  amichevole: “Scusa piccolino ma io non conosco il dio che nomini. Devo raggiungere il municipio, sapresti indicarmi la sstrada.”.<br />
Il biondino sorrise mostrando i denti limati fino ad assomigliare a piccole zanne, mise una mano sotto la giubba lacera ed estrasse un lungo coltello, imitato dai suoi compagni. “Fratelli” disse con voce allegra “ la donna è impura. Preparatevi al sacrificio, stasera banchetteremo con la sua carne e la sua testa mi parlerà con la voce del dio.”.</p>
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