Pubblicato il 28 febbraio 2010
Pubblicato il 26 febbraio 2010
che tutto proceda per il meglio.
Già acquistati tutti i fumetti messi in lista da mio figlio.
Cibo e bevande ottimi.
Ora mi faccio due passi e poi mi berrò un buon caffè corretto.
In seguito finirò di leggere un paio di libri: Lulù Delacroix e Amabili resti.

Pubblicato il 25 febbraio 2010
Mantova, e mi preparo ad un’abbuffata di fumetti e di piatti dell’ ottima cucina locale.
Nell’attesa del mio ritorno fate i buoni.
Ah, un paio di domande:
Che fumetti mi consigliate di comprare?
Che disegno mi faccio fare da Barbieri ?

Pubblicato il 24 febbraio 2010
qualche “micropotere” che può far comodo a chi ci conosce. Anche cose banali come l’avere la chiave di un bagno o una tessera illimitata per fotocopie.
Ciclicamente mi succede di perdere alcuni dei miei “micropoteri”. Succede perchè io mi schiero sempre con le minoranze e conduco lotte apparentemente senza speranza. Intendiamoci, non sono una persona con ammirevoli ed eroiche qualità, molto semplicemente e prosaicamente mi piace stare dalla parte dei più deboli, ci provo gusto. C’è però un aspetto , una conseguenza del mio “schierarsi”, che mi diverte particolarmente. Quasi tutti gli “amici”, appena sanno che sono dalla parte della minoranza, spariscono, si volatilizzano.
Poi succede che, inaspettatamente, si ottengono più risultati del previsto e in conseguenza i “micropoteri” non solo vengono ripristinati, ma addirittura si accrescono. Allora si assiste al ritorno degli “amici” ed è esilarante sentire le loro giustificazioni.
Oggi ne ho ascoltata una inedita.
“Ma, cerca di capire…come facevo a schierarmi contro mia moglie…non mi sembra corretto…lo sai, già le metto le corna…” .

Pubblicato il 23 febbraio 2010
le vostre “impressioni” di fronte a quello che è forse il dipinto che mi piace di più, anche e soprattutto per ragioni sentimentali.
E’ stata probabilmente la prima opera d’arte che ho apprezzato e su cui ho riflettuto a lungo.
Ai “miei tempi” non c’era internet, a scuola si andava con un paio di libri legati da una cinghia e alla tv si guardava Carosello e poi a letto. Difficile imbattersi in dipinti caravaggeschi. Però nella casa dei miei nonni c’era una grande e ben fornita biblioteca, da bambino mi sembrava immensa e certi volumi erano giganteschi. i libri più grandi erano dei poderosissimi volumi di una storia dell’arte, rilegati in pelle (forse umana). Erano talmente pesanti che non riuscivo ad estrarli e a reggerli, e non avevo nemmeno un fratello maggiore a cui chiedere aiuto. Ma un giorno sono entrato e, meraviglia delle meraviglie, ce n’era uno aperto siul tavolo. Ricordo che per prima cosa rimasi affascinato dalla carta, lucida, perfetta. Un po’ timoroso provai a girare qualche foglio e mi apparve una grande immagine: la conversione di San Paolo.
La prima cosa che mi ha colpito sono stati i colori e il cavallo, poi ho provato a leggere il testo che c’era sotto, ma era troppo difficile. Riuscii solo a capire che la luce era fondamentale e che all’epoca del dipinto molti lo avevano trovato “blasfemo”. Cosa fosse un dipinto blasfemo non lo sapevo, però mi misi a considerare la luce. Mi domandai: perchè solo il santo era illluminato? Perchè dio si mostrava solo a lui? Perchè l’uomo che tratteneva il cavallo era escluso?
Insomma, quel dipinto aveva agitato i miei neuroni, e quando furono in pieno movimento andai da mia nonna e cominciai a fare quelle domande.
Per prima cosa il libro fu richiuso e messo al suo posto, poi mi fu fatto presente che quelli non erano libri per bambini, infine ebbi anche qualche risposta ma del tutto insoddisfacente.
Qualche anno dopo riuscii ad impossessarmi del libro e capii perchè era “proibito”, sfogliando qualche pagina in più ci si imbatteva in parecchie donne più o meno svestite. A dire il vero la loro visione agitò ancora di più i miei neuroni e causò un altro genere di domande…che non posi a mia nonna.

Pubblicato il 22 febbraio 2010
Vi faccio vedere un dipinto e voi mi dite che cosa vi “ha colpito”, in seguito, per non influenzarvi, vi dirò cosa ho pensato la prima volta che l’ho visto.
Sentitevi liberi di esprimere un vostro parere, non ho nessuna intenzione di rivelarvi poi chissà quale verità o illuminata interpretazione, e nemmeno di fare paragoni tra opinioni. Potete dire se vi piace, se è bello, brutto…quello che vi pare.
Anche se non dite nulla va bene lo stesso, alla fine dovrete comunque sorbirvi la mia “pensata”.
Ecco qua:

Pubblicato il 22 febbraio 2010
il post di oggi a mia moglie: Rosalba.
Buon Compleanno!

Pubblicato il 21 febbraio 2010
di arte, poi ritorneremo ai livelli di lettura e all’artigianato.
Oggi ho letto su facebook che qualcuno ha sputato su un quadro di Fontana, artista famoso per le sue opere ottenute tagliando una tela.
Leggendo l’articolo del Corriere ho notato che da uno studio effettuato risulta che le opere di Fontana vengono percepite come non-arte.
Eppure mi pare che “rispondano” perfettamente a quello che penso riguardo ai capolavori, ricordate?
“un’ opera d’arte è in grado di mostrarci una parte del tutto, un infinito di ordine inferiore, ma pur sempre un infinito”.
Allora i casi sono due:
Quelle di Fontana non sono opere d’arte e io ho preso un abbaglio.
Chi le “disprezza” non è in grado di “superare” il primo livello, ovvero gli mancano gli strumenti per comprendere il “linguaggio”.
Ma se fosse vera la seconda ipotesi allora l’arte non sarebbe universale, al contrario sarebbe riservata ai pochi.
Forse c’è una terza ipotesi…forse…
To be continued…

Pubblicato il 20 febbraio 2010
Anzi, per meglio dire, leggo meno libri. Le ore dedicate alla lettura sono leggermente aumentate.
La “causa” è il Kindle, infatti da quando lo uso la percentuale di libri in inglese è aumentata. Prima leggevo un libro in lingua originale su tre, ora il rapporto si è rovesciato.
Purtroppo sono ancora troppo lento con la lingua della “perfida Albione”, per leggere un libro in inglese ci metto il tempo che mi sarebbe necessario per leggerne dieci in italiano. Comunque non demordo, stimolato anche dalla grande comodità del Kindle. Ultimamente ho letto la versione cartacea dell’ ultimo libro di Ellroy e il peso del tomo mi ha dato fastidio.
Si vede che mi sto anche rammollendo.

Pubblicato il 19 febbraio 2010
percepire la realtà nella sua interezza.
La mente umana, essendo fortemente limitata, deve ricorrere al concetto di tempo e operare una tricotomia: passato, presente e futuro.
Così facendo il caos assume una parvenza di forma, ma ad esso subentra l’indeterminazione.
Tuttavia la nostra intelligenza cerca di fornirci comunque una ragionevole immagine della realtà che, per quanto distorta, ci illude di poter operare scelte significative.
Un artista osserva la realtà e la riduce in piccoli pezzi, la sua intelligenza isola il presente così come fa la nostra.
Anch’egli si illude di scegliere e vive la sua vita così come la vivono gli uomini.
Cosa dunque lo contraddistingue e lo rende “diverso”?
Un artista può ricostruire una parte della realtà nella sua interezza e imporla a chi fruisce della sua opera.
Un’ opera d’arte è in grado di mostrarci una parte del tutto, un infinito di ordine inferiore, ma pur sempre un infinito.
Se due persone, che comprendono appieno il primo livello, leggono un libro ed esprimono pareri diversi, allora il libro non è un’ opera d’arte.
L’arte ci offre la realtà svincolata dal passato e dal futuro.
Ci offre la più grande tentazione del demonio: un istante infinito.
To be continued
