stanno ritornando alle campagne e al mare.
Complice un elevatissimo numero di disoccupati, 35 – 40 %, i giovani tornano a coltivare i campi e ad andare per mare.
Se questi fossero i soli effetti del crollo del capitalismo finanziario devo dire che non mi dispiacerebbero, anzi.
Quando ci si stacca troppo dalla terra e ci si affida interamente alla tecnologia si corrono grossi rischi. Qui potete leggere cosa ha portato il progresso.
Ovviamente non auspico un ritorno al medioevo, con un’età media di trent’anni, un’altissima mortalità infantile e sofferenze varie ed assortite. Però un passetto indietro lo farei volentieri, anche se, come ho già detto, forse si tratta solo della nostalgia del tempo in cui ero giovane.
Comunque mi piacerebbe, in una futura comune agricola, occuparmi delle api…del resto la conduzione della distilleria mi lascerà abbastanza tempo per raccogliere il miele.
Ciò che più pingui e floride le messi
Renda, e in quale stagion romper la terra,
E a l’olmo giovi maritar la vite;
Qual cura aver de’ buoi, qual de la greggia
Debbasi, e quanta esperienza ed arte
Chieggian l’api frugali, augusta Bice,
Io qui prendo a cantar. O voi, del mondo
Astri lucenti, che il volubil anno
Guidate in cielo con alterno giro,
Voi Bacco, ed alma Cerere, per cui
Cangiò la terra le Caonie ghiande
In pingui spiche, e d’Acheloo le tazze
Empì de l’uve il nettare scoperto,
Voi, de’ coloni tutelari numi,
Driadi e Fauni or qua volgete il piede,
Ch’io canto i vostri doni.








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