riguardo alle realtà e entità virtuali, termine virtuale che io uso con il suo nuovo significato derivante dall’ uso del web.
Mi pare dunque opportuno propinarvi un po’ delle suddette riflessioni, così potrete ammirare i miei “processi mentali”… ed eventualmente chiamare la neurodeliri. ![]()
Ho iniziato col pensare agli aggettivi associati alla parola uomo. Ce ne sono di molto semplici: grande/piccolo, grasso/magro, giovane/vecchio…tutti “derivano” da un ‘ indagine quantitativa. Sappiamo che la misurazione della “quantità” riguarda la scienza, e sappiamo anche che la scienza si occupa di cose molto semplici, ovvero indaga in modo “quantitativo”. Naturalmente quello che è semplice in senso generale può essere molto difficile e addirittura quasi impossibile per le scarse capacità intellettuali della nostra razza. Comunque l’aspetto fisico dell’ uomo, definito da aggettivi semplici, può essere indagato a livello dei sensi e con metodo scientifico. Il discorso cambia se iniziamo ad usare aggettivi complessi. Prendiamo ad esempio l’aggettivo “fortunato”. In questo caso osserviamo che un uomo può essere più o meno fortunato in relazione a precisi periodi della sua vita. E’ ancora possibile un’ indagine quantitativa, a patto di esaminare l’intera vita. Tuttavia entrano in gioco altri fattori “qualitativi”, si inizia a dover fare i conti con la qualità. Ad es. un uomo si potrebbe definire fortunato se è bello. Ma bello è un aggettivo molto complesso da definire e la scienza in questo caso non è sufficiente. Se poi iniziamo a parlare di buono/cattivo allora tutto il metodo scientifico non serve più. Nulla di preoccupante in tutto questo, e certamente gli scienziati non ne escono delegittimati o sminuiti.
Ma torniamo alle entità virtuali, e badate che non parlo di identità, che sono altra cosa. Mi pare che nel virtuale si possano usare pochissimi aggettivi semplici e per questo ci ritroviamo in un “universo” in cui prevale la “qualità” sulla “quantità”.
In questo universo le leggi non sono dunque fisiche, ma “appartengono” all’ etica e all’ estetica. Ah, non pensate che solo al giorno d’oggi si possano trovare esempi di entità virtuali, se pensiamo alle religioni… e ritengo che anche riguardo agli uomini in carne ed ossa si possa definire una parte “virtuale”. Non penso certo all’ anima, ma a quell’ insieme di caratteristiche che, in soldoni, potrei definire dipendenti da aggettivi complessi. Pensate a Cyrano de Bergerac: è della sua parte virtuale che si innamora Roxanne.
Mi pare dunque evidente che se io dovessi progettare un ‘intelligenza artificiale dovrei essere assai ferrato in etica e estetica, motivo per cui ritengo assai improbabile che si possa costruire una macchina pensante…a meno che tale macchina non si evolva da sola…
Ok, pare che le tagliatelle ai funghi siano pronte…quindi smetto di tediarvi coi mie sproloqui… per ora
Archivi per Sproloqui e Deliri
Da qualche giorno rifletto
Pubblicato il 18 marzo 2012
Oggi non ho nulla da dire
Pubblicato il 14 marzo 2012
quindi non scriverò un post.
Però, un momento, in verità lo sto già scrivendo, quindi qualcosa da dire lo avevo, ovvero che non avevo nulla da dire. Ma se dico pur non essendoci nulla da dire allora devo essere finito in un paradosso.
Oppure sarà ‘sto dannato caldo che mi ha fuso il cervello…mah…forse è meglio se mi trasferisco al mare e così facendo mi do il colpo di grazia.
La maledettissima primavera
Pubblicato il 13 marzo 2012
sta arrivando.
Oggi fuori ci sono addirittura 20 gradi e a me pare già di stare nel Kalahari.
Beh, non mi resta che cercare di resistere e siccome vi voglio bene posto 5Consumare pasti leggeri e frazionarli durante l’arco della giornata semplici regole di sopravvivenza al caldo.
1) bere molto (questa è facile, infatti ho qui con me la bottiglia di Rimedio Universale e noto che “va giù che è una meraviglia”)
2) non uscire di casa nelle ore più calde (facile pure questo, difatti sono al mac in casa e posso cazzeggiare sul web fino a notte)
3) mangiare molta frutta (ho il freezer pieno di gelati alla frutta, quindi anche in questo caso sono apposto)
4) limitare l’attività fisica intensa ( che gli dei mi preservino da ogni attività fisica! )
5) consumare pasti leggeri e frazionarli durante l’arco della giornata (è una buona cosa non limitarsi ai pasti principali, infatti ora smetto di scrivere e vado a mangiarmi una pizza e un paio di etti di gorgonzola)
Sono convinto che
Pubblicato il 12 marzo 2012
quando si legge un buon libro difficilmente la sua “riduzione” cinematografica ci soddisferà.
Ne ho avuto l’ennesima conferma con il recente film John Carter.
Il film è assolutamente guardabile, a tratti assai godibile, ma ha poco a che fare con la grandezza dell’ opera di Edgar Rice Burroughs.
Del resto quando si cerca, pur con tutte le migliori intenzioni, di “attualizzare” i personaggi di un libro…i casi sono due: o il libro era una schifezza o si sta facendo un’operazione azzardata che sicuramente “peggiorerà” la storia.
Un capolavoro è tale anche perchè si colloca fuori dal tempo, e non occorre farne riletture, a meno che non ci si rivolga anche ad un pubblico che non ha voglia di far funzionare i neuroni.
Quindi io vi consiglio di guardare il film, ma soprattutto di leggervi i libri di Edgar Rice Burroughs, che trovano certamente un posto di rilievo tra i “vecchi” libri che da un po’ di tempo vi consiglio.
L’otto marzo
Pubblicato il 10 marzo 2012
é il giorno in cui si “festeggia” la donna. Quest’anno era anche il giorno in cui si concludevano le elezioni delle RSU nella scuola e nel pubblico impiego. Nel primo pomeriggio ero a Torino, nella sede regionale della CGIL. Ero contento, stavano arrivando i dati degli scutini ed era ormai chiaro che c’era stata una grandissima affluenza e una grande affermazione del mio sindacato. Anche a livello personale era andata molto bene, parecchi voti e primo tra gli eletti. Però dopo però, come sempre mi succede, il mio umore iniziava a peggiorare. Mi domandavo se il mio partecipare a questa elezione non fosse per rimanere con la base, ed essere legettimato dal suo voto, ma piuttosto una narcisistica richiesta di apprezzamento. E poi quante delle cose “promesse” sarei stato in grado di mantenere? Forse una parte di quanto avevo detto era solo demagogia. Forse era meglio se avessi lasciato a qualcun altro il mio posto di RSU. Forse non sono meglio di quelli che fanno contemporaneamente il sindaco, il parlamentare, il quadro di partito… Cosí quando sono uscito dalla sede ero ormai passato dalla gioia ad una cupa amarezza. Erano ormai le sei e dovevo ancora recarmi a mirafiori, all’altro capo della città. Mi sono infilato con la mia panda nel caotico traffico serale e ho visto ai semafori eserciti di venditori di mimose. Ragazzi stranieri con le mani piene di mazzetti di fiori, affannati nella ricerca di un compratore. Molti li guardavano infastiditi, esibendo gesti più o meno educati di rifiuto. Alcuni peró richiamavano la loro attenzione con un colpo di clackson o a gran voce. Uomini che improvvisamente si erano ricordati di una festa e di una donna. Ad un semaforo una grossa auto si è affiancata nella corsia riservata alla svolta a destra. Un uomo elegante suonava e si sbracciava dal finestrino: ” Ehi tu! Dammi un mazzo di quei cazzo di fiori! Cazzo! Cinque euro vuoi? ” Il semaforo mostra una freccia verde, l’auto dietro suona. Il tipo elegante ha innalzato un dito medio, ha dato i soldi al ragazzo e ha urlato: ” Mavaffanculo troia!” alla donna che guidava l’auto che lo seguiva. Poi è partito sgommando. Anche per la corsia centrale è arrivato il verde. Sono partito e ho pensato che non era un giorno in cui festeggiare e non lo sarebbe stato nemmeno il domani.
Ho controllato
Pubblicato il 9 marzo 2012
l’hard-disk dell’anno scorso, e ho scoperto alcune cose interessanti riguardo alle mie abitudini “videomediatiche”.
Nel 2011 ho visto 531 episodi di serie televisive, 145 episodi di anime e 53 film. Questo significa che due delle sei ore che dedico al “cazzeggio” sono occupate dai “video”, il 30%. Il restante 70% é dedicato alla lettura e ai videogiochi, con la lettura che fa da “padrona”. Però analizzando i primi mesi del 2012 i video vanno al 36% ed é la lettura a calare. Quindi é evidente che anch’io rientro nelle statistiche: leggo sempre meno e “guardo” sempre di più la tv. Occorre porre rimedio a questa deriva…
Stasera c’è una luna
Pubblicato il 7 marzo 2012
assai grande e luminosa.
Mentre la guardavo pensavo al Kansas, al tempo di John Brown. Da bambino pensavo che in quello stato degli eroi avessero compiuto gesta memorabili. Ricordo che alle elementari ci fecero cantare una canzone con tante stelle piangenti e ritornelli pieni di glory glory hallelujah.
In seguito ho scoperto che, se si vuole comprendere appieno cosa significa la parola scannare riferita ad un uomo, basterebbe fare riferimento alla “gloriosa” epopea del Kansas e alla sua terra intrisa di sangue. Comunque l’associazione Luna – Kansas che ho fatto è probabilmente dovuta alla recente lettura di un libro.
Un libro dove si parla assai poco di John Brown e del Kansas, ma molto di Dio.
Passa il tempo e capisco
Pubblicato il 6 marzo 2012
che sono decisamente “old style”.
Me ne rendo conto andando sui socialcosi e constatando quanti motivi di fastidio ci trovo.
Ora inizio ad essere infastidito dal pullulare di commenti quando muore una persona famosa. Naturalmente io, come tutti, mi dispiaccio se muore un artista o comunque una persona che stimavo. Però a volte ho l’impressione che molti si sentano in dovere di dire qualcosa solo perchè così fan tutti, per poi dimenticare e passare subito alla novità del momento.
Certo, non è che io piango e mi dispero per la dipartita di uomini e donne di cui conosco solo le opere. Ma ci sono casi in cui a volte sento la loro mancanza. Magari leggendo una notizia mi viene da pensare a come l’avrebbero commentata, a volte mi capita di immaginare che libro avrebbero scritto se fossero ancora vivi, che musica avrebbero composto o che quadro dipinto.
Mi succede per artisti come Saramago, ma anche per giovani sportivi come Simoncelli.
Poi capisco che potrebbe essere una forma di snobismo, un voler essere soli a “piangere” su una tomba. In ogni caso credo proprio che non “commemorerò” più alcuno sui socialcosi.
Leggo molto,
Pubblicato il 5 marzo 2012
rientrando così nella categoria del lettori forti.
Naturalmente non tutto quello che leggo mi piace, però con gli anni ho imparato a districarmi un po’ nella giungla delle novità.
A volte leggo autori esordienti, se il primo dei loro libri mi piace mi procuro anche i successivi e quasi sempre noto dei miglioramenti.
Già dal primo libro si dimostrano buoni narratori e poi, nelle successive pubblicazioni, affinano la loro tecnica e acquisiscono esperienza. Per questo la lettura delle loro storie risulta ancora più piacevole, anche se per me il “contenuto” è sempre prevalente rispetto al “contenitore”.
Purtroppo ci sono anche alcune “involuzioni” e decisi peggioramente, ma sono pochi.
Ci sono poi degli autori che fanno quello che io definisco il “salto”. Sono pochissimi e in italia li conto sulle dita di una mano. Naturalmente questa è una valutazione personale, basata sui libri che io leggo, ma credo di non essere così sfortunato da imbattermi principalmente in autori scadenti.
Diciamo dunque che c’è una percentuale piccolissima di “saltatori”.
Provo a spegarvi cosa significhi per me fare il salto.
Per me significa passare dall’ essere un narratore all’ essere uno scrittore.
Ho dedicato parecchi post a queste due “categorie”, qui mi limiterò a ricordare che non sto facendo classifiche basate sul merito e sulla qualità.
Però un esempio vale di più di mille ragionamenti.
Quest’anno ho già notato un “salto”, lo ha fatto la scrittrice Lara Manni scrivendo Tanit.
Cosa ha dunque di diverso questo libro rispetto ai due che lo hanno preceduto?.
Sicuramente c’è stato un miglioramento riguardo allla scrittura, alla trama, alla caretterizzazione dei personaggi e all’ uso dei punti di vista. però tutto questo ci dice soltanto che Lara sa raccontare molto bene. E poi Lara usa anche l’elemento del “fantastico” che, se lo si sa correttamente impiegare, permette di osservare la Realtà. Possiamo infatti pensare al fantastico come a una lente che consente la visione di una Realtà troppo grande e complessa per essere compresa nella sua interezza senza “filtri”.
Ma torniamo a Tanit. C’è una cosa che lo differenzia dagli altri libri, non è più la storia ad essere davanti alla lente creata dall’ autrice, ma l’uomo.
Ed è in questo, nello svelarci l’essenza dell’ uomo, che io io vedo la nascita di una scrittrice. Certo, la storia c’è ancora, ed è molto bella, ma sono l’animo e la mente degli uomini che vengono mostrati, e Lara lo fa usando personaggi fantastici, distorcendo e amplificando l’ umanità per svelarne l’essenza. La Realtà è trasformata in Mito e così facendo ci viene mostrata nella sua pienezza.
Ok, e ora basta con i giudizi, procuratevi il libro e godetevi una delle migliori letture disponibili sulla piazza.
Ho letto
Pubblicato il 4 marzo 2012
questo, in particolare il commento di WM1.
Devo dire che sono d’accordo sul fatto che esista un “ambiente letterario e artistico” che vive solo sul profitto, sulla sopraffazione e sulla mancanza di ogni tipo di etica.
Per fortuna ci sono anche altri ambienti.
Per fare un esempio, ieri ero a Torino, alla libreria Lupo Rosso, e ho partecipato ad un “incontro” con un artista: Paolo Barbieri.
Domande intelligenti, risposte dello stesso livello, saletta affollatissima di persone che “se ne intendevano”. Inevitabilmente all’ incontro è seguita una cena in cui si è discusso e anche disegnato, in allegria. Il tutto lontano anni luce dalle logiche di mercato.
Io sono convinto che sarà questo “l’universo artistico” che sopravviverà, e se anche ci aspettano tempi oscuri sono certo che ci saranno sempre momenti di incontro e di arte.
p.s.: e colgo l’occasione per ringraziare gli organizzatori dell’ incontro e Paolo.







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